Bilancio Bolloré – Il Gruppo Bolloré, l’insieme di società che fanno capo al finanziere francese al centro del risiko dei media e delle tlc in Europa e in Italia, ha chiuso il 2015 con un utile netto consolidato di 564 milioni di euro, in progresso del 161% rispetto ai 217 milioni del precedente esercizio.

L’Ebitda ha raggiunto quota 1,11 miliardi, in progresso del 9% sulla spinta delle attività trasporti-logistica e comunicazione, mentre il risultato operativo ammonta a 701 milioni (+8%). Il risultato finanziario si è attestato a 187 milioni di euro contro il rosso di 85 milioni nel 2014 ed integra in particolare 325 milioni di dividendi netti ricevuti da Vivendi contro 44 milioni nel 2014.

Il contributo all’utile delle società valutate a patrimonio netto sale a 104 milioni da 65 milioni ed integra principalmente “la forte crescita dei risultati di Mediobanca”.

L’indebitamento netto balza a 4,28 miliardi di euro da 1,77 miliardi a fine 2014 e riflette per l’essenziale l’aumento della quota in Vivendi (dal 5,1% al 14,4%), con un investimento supplementare di quasi 3 miliardi di euro.

Il valore borsistico del portafoglio di titoli quotati che fa capo al gruppo Bolloré a fine 2015 ammontava a 4,97 miliardi da 2,17 miliardi a fine 2014. La liquidità del gruppo e’ aumentata a 1,8 miliardi da 1,6 miliardi.

Il cda proporrà all’assemblea generale del 3 giugno di distribuire un dividendo di 0,06 euro per azione, di cui 0,02 euro di acconto già versati nel 2015.

Bilancio Bolloré, la quota in Mediobanca sale all’8%

Vincent Bolloré ha ritoccato all’insù la quota in Mediobanca, portandola all’8%, il tetto massimo che gli è consentito dal patto, dal precedente 7,9%. E’ quanto emerso dalla presentazione dei conti del gruppo Bolloré. La documentazione – che segnala anche la quota dello 0,13% in Generali come gli anni scorsi – precisa che la partecipazione in Mediobanca é stata portata dal 7,46% al 7,9% nel 2015 “e poi all’8,0% nel marzo 2016”. Bolloré è il secondo azionista di Mediobanca, alle spalle di Unicredit che ha l’8,6%. Il valore di Borsa delle quote in Piazzetta Cuccia e Generali al 31 dicembre scorso – precisano inoltre le slides – ammontava a 649 milioni. Era invece pari a 4,04 miliardi il valore del 14,4% detenuto da Bollorè in Vivendi, il gruppo che e’ primo azionista di Telecom Italia.