Moviola in campo in serie B. Tecnologia a supporto dell’attività arbitrale, delle decisioni del Giudice sportivo, della tutela della salute e delle prestazioni degli atleti. Prendendo spunto da considerazioni e valutazioni raccolte durante il confronto con i Club, il presidente della Lega B Andrea Abodi ha preso carta e penna per scrivere sul tema al presidente federale Carlo Tavecchio, ribadendo la necessità di elaborare un progetto “figlio non solo della stretta attualità, ma anche della consapevolezza di quanto sia pericoloso chiudersi rispetto alla tecnologia, promuovendo un suo utilizzo equilibrato e rispettoso delle nostre caratteristiche e peculiarità sportive”.

Tecnologia a supporto dell’arbitro. La Goal Line Technology è attualmente oggetto di una valutazione interna alla Lega B in relazione al rapporto costi- benefici, dalla quale scaturirà la decisione di una eventuale adozione nel prossimo Campionato, ma fornisce risposte certe rispetto a un numero limitato di episodi: “Risulta utile e necessario – si legge nella lettera – lavorare per ulteriori e più ambiziosi obiettivi”. Il progetto dell’introduzione della moviola in campo in serie B era del resto stato già avanzato dallo stesso Abodi nel mese di gennaio: l’introduzione sarebbe effettiva già dal prossimo campionato.

E qui il riferimento è agli “Assistenti di Tribuna”, un progetto elaborato da una società tecnologica italiana, la Wemblegg, collegata alla Virtus Lanciano, con molti punti in comune con quello sperimentato della Eredivise – la principale lega olandese – ‘che dopo una verifica interna alla FIGC vorremmo diventasse una proposta della Federazione’ verso l’International Board.

Un sistema semplice ed efficace, totalmente affidato alla gestione della “squadra” arbitrale, in grado di definire in modo più puntuale falli in area e fuori area, gol in fuorigioco o viziati da irregolarità, così come comportamenti violenti e simulazioni.

Tecnologia a supporto del Giudice sportivo. La strategia vuole aggiungere ‘nuovi strumenti e ulteriori opportunità di utilizzo della tecnologia. A questo proposito nella lettera si chiede una riflessione che valuti l’introduzione, nel Codice di Giustizia Federale, della possibilità da parte del Giudice sportivo di utilizzare anche le immagini, oltre che il referto arbitrale e la relazione della Procura Federale, nella valutazione degli episodi, in aggiunta ai casi nei quali è già prevista la prova tv: ‘Ciò consentirebbe di porre rimedio a eventuali errori arbitrali in alcune fattispecie che non impattano sul risultato della partita’.

Sempre nella missiva il presidente Abodi propone al presidente Tavecchio di digitalizzare in modo integrato tutti i processi gestionali che riguardano i calciatori, partendo dal tesseramento, includendo nel processo anche la creazione della cartella clinica digitale, fino ad arrivare alla possibilità da parte degli arbitri di redigere e spedire i loro referti con strumenti digitali, ‘con il massimo livello di protezione del dato’, invece che usare penna e fax come avviene oggi.

Tecnologia a supporto dello staff tecnico e della salute dell’atleta. Fra le proposte di integrazione tecnologica anche la richiesta di modifica, da inoltrare a FIFA e International Board, della regola numero 4 che impedisce agli staff tecnici di utilizzare in tempo reale durante le partite i dati cinematici e fisici dei calciatori in campo. Altri sport li usano virtuosamente, scrive Abodi, ‘consentendo sempre più utili chiavi di lettura di una partita e della prestazione di un singolo giocatore, agevolando le scelte tecnico-tattiche e monitorando lo stato di salute dei calciatori’.

La lettera si conclude con un invito alla Federazione a una condivisione di responsabilità sul tema della tecnologia, nell’ambito di un “gioco di squadra” al quale partecipino tutte le Componenti: ‘Sono sempre più convinto che i margini di manovra per modernizzare il calcio, senza snaturarlo e salvaguardando le sue peculiarità, siano significativi e che il nostro sistema, a partire dalle Leghe e con la regia della Figc, debba assumersi la responsabilità di svolgere un ruolo forte anche a livello mondiale, partendo dalle decisioni che può assumere autonomamente fino ad arrivare a proposte da sottoporre alla valutazione internazionale’.