Il progetto “Assistenti di tribuna”, ovvero la Moviola in campo, ideato da un club di B, la Virtus Lanciano, fortemente voluto dal suo patron Franco Maio, e sviluppato tecnologicamente dalla società partner, Wemblegg, già sperimentato nell’estate 2014 potrebbe fare il suo esordio dalla prossima stagione in serie B. Lo scrive oggi La Repubblica che svela i retroscena della questione.
Lunedì il presidente Carlo Tavecchio ha incontrato il n. 1 della Lega di B, Andrea Abodi: la Figc invierà questo progetto all’Ifab per il vertice di Cardiff (4-6 marzo) e rinnoverà la disponibilità a sperimentarlo ufficialmente dal prossimo campionato di B, compatibilmente con i tempi tecnici e gli investimenti necessari per adeguare gli stadi.
L’Olanda, più avanti in questa corsa, ha già avuto l’ok per i test sul suo sistema (Arbitrage 2.0) dalla prossima edizione della coppa nazionale.
Il progetto italiano prevede due uomini in tribuna, arbitri in pensione da iscrivere in un apposito albo, ciascuno con una metà campo di competenza, seduti in una cabina al riparo da influenze esterne. A loro disposizione, una serie di monitor, un regista indipendente, un sistema di telecamere (almeno 8) a circuito chiuso, e il collegamento in auricolare con il sestetto arbitrale. Dalla loro postazione, rivedono i replay dedicati (non solo quelli mostrati in tv), giudicano l’azione dubbia, spifferano un aiutino all’arbitro. Come un television match official.
La sperimentazione è stata seguita anche da un ex arbitro, poi tesserato dal Lanciano: Alessandro Italiani, abruzzese di Atri, ingegnere, presidente di un consorzio rifiuti.
«Abbiamo testato il sistema in amichevole – spiega Italiani – e i risultati sono ottimi. Non c’è un verdetto del computer, ma un occhio umano che interpreta le immagini, è bene ricordarlo. L’affidabilità sfiora il 100% in alcuni casi: gioco violento, sputi, fuorigioco, posizione dei difensori nella chiara occasione da rete. Abbiamo individuato parole in codice con cui gli ufficiali in campo e quelli in tribuna possono comunicare. È un supporto necessario, lo dico da ex arbitro».
Fra i nodi da sciogliere, ce ne sono due in particolare: la casistica in cui ammettere la moviola; e i tempi della decisione, per non trasformare ogni partita in un bar sport o in un match a singhiozzo.
Nel progetto della Virtus Lanciano la decisione deve arrivare entro 15 secondi e i giocatori non possono invocare la moviola, come avviene per il challenge del tennis o del volley, ad esempio. Questa resta un’esclusiva dell’arbitro.
Un intervento autonomo, non richiesto, dalla regia potrebbe configurarsi solo per casi clamorosi e indiscutibili (una gomitatasfuggita al direttore di gara, ad esempio). «Dalle simulazioni – conclude Italiani – è emerso che gli episodi d’applicazione possono essere due o tre per tempo e che la moviola non stravolge il flusso del gioco. Il numero varia in base ai moduli: più le squadre sono corte, più aumentano le azioni da replay».
Il progetto originario includeva anche il caso dei gol fantasma, ora risolto dall’introduzione della goal line technology. E l’obiettivo della Figc è seguire quel solco: aprire alla moviola solo nei casi in cui oggettivamente possa eliminare qualsiasi dubbio.

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