Accordo Canal+ beIN Sports. Sta per compiersi, come annunciato pochi giorni fa, un cambiamento importante nel mercato delle pay TV in Francia, una situazione che potrebbe essere applicata, magari in un prossimo futuro anche in Italia. beIN Sports non gestirà più i suoi tre canali a pagamento in competizione con Canal+. Le due emittenti, infatti, hanno anunciato di essere pronte a instaurare una collaborazione che potrebbe portare benefici importanti per il pubblico per arrivare a un’unica piattaforma a pagamento.

Come riporta Affari & Finanza nell’edizione odierna, il periodo in cui la collaborazione tra le due piattaforme è stato annunciato non è casuale. Solo pochi mesi fa, infatti, è avvenuta la nuova tornata di assegnazione di immagini video delle partite, con una crescita dei costi del 20%. La spesa richiesta è stata di circa 750 milioni di euro per le stagioni che vanno dal 2016-17 al 2018-19.

In quest’asta Canal+ ha deciso di presentare un’offerta di 500 milioni, mentre beIN Sports si è fermata a 300. La situazione cambia quindi radicalmente rispetto a quanto sta accadendo attualmente. Nel campionato in corso, infatti, beIN Sports trasmette 8 partite su 10 di Ligue 1, mentre la Tv di Vivendi si limita ai due top match di ogni giornata.

Accordo Canal+ beIN Sports, il quadro dei diritti tv del calcio in Francia
Accordo Canal+ beIN Sports, il quadro dei diritti tv del calcio in Francia

Un cambiamento per il mercato televisivo francese si era però reso ormai necessario. Entrambe le pay TV, infatti, stanno attraversando un periodo non particolarmente positivo. Canal+ a fine 2015 ha registrato una calo di 90 mila abbonati, ma non va meglio nemmeno a beIN Sports che, pur avendo toccato quota 2,5 milioni di clienti, perde tra i 200 e 250 milioni l’anno.

Quello che sta accadendo in Francia è da considerare rilevante anche perché si tratta della prima volta in cui in casa beIN Sports ci si rende conto di una situazione non positiva sul piano economico. E della necessità di muoversi di conseguenza. La Tv, infatti, era nata come Al Jazeera Sport Channels, ma nel 2013 ha cambiato nome ed è riuscita a mettere in atto una vera e propria rivoluzione nella gestione dei diritti sportivi. A capo di beIN Sport media, infatti, c’è Nasser Al-Khelaifi, presidente del PSG e molto vicino all’attuale emiro Tamim bin Hamad al-Thani.

Il qatariota Nasser Al Khelaifi
Nasser Al Khelaifi

L’ accordo Canal+ beIN Sports arriva anche dopo avere preso atto dello scenario attuale. I cambiamenti nella gestione di Al-Khelaifi arrivano anche a causa del crollo del prezzo del petrolio, che ha portato a deficit di bilancio particolarmente rilevanti nei conti di diversi imprenditori arabi. L’accordo tra beIN Sports e l’emittente di Vincent Bollorè smentisce quindi chi finora arrivava addirittura a ipotizzare una vendita di beIn Sports, ma allo stesso tempo conferma l’intenzione di non fare più investimenti senza pensarci troppo.

Le due piattaforme non hanno comunicato ancora in modo dettagliato quali saranno le conseguenze dell’accordo, ma alcuni esperti di mercato iniziano già a fare alcune ipotesi piuttosto attendibili. Una prima idea la si può avere osservando quanto accaduto in Spagna, dove il canale pay di beIn Sports è finito all’interno di Movistar, la pay TV di Telefonica, visibile sia agli utenti via cavo sia a chi ha un impianto satellitare. Si tratta infatti di un accordo commerciale di distribuzione in esclusiva, molto simile a quello a cui assisteremo presto in Francia.

La pay Tv araba continuerà così a offrire abbonamenti alle sue partite e ai suoi eventi sportivi, ma solo a chi è abbonato a Canal+ e non più facendo da concorrente alla società di Vivendi. A partire dal prossimo settembre sarà solo la piattaforma di Canal + a trasmettere tutto il calcio francese, ovvero Ligue 1 e Lige 2, la Champions League e l’Europa League, oltre ad altri diritti già gestiti da beIN Sports, ovvero Formula Uno, Moto Gp, il torneo di tennis di Wimbledon e il rugby.

A questo punto beIN Sports dovrà cercare di compensare il più possibile le perdite registrate nell’ultimo periodo facendo leva su questo nuovo scenario. La situazione non sembra però semplice: oltre i Pirenei, infatti, il calcio ha diminuito la propria audience a causa dello strapotere del Paris Saint Germain. E’ invece cresciuta l’attenzione nei confronti della Premier League, dove proprio in questa stagione non mancano le sorprese. Questo ha inevitabilmente favorito Numericable, che ha conquistato i diritti del campionato inglese per le prossime stagioni, a discapito di Canal +.

Un altro aspetto da prendere in considerazione sarà anche quello relativo ai costi che gli utenti dovranno sostenere per vedere gli eventi. Attualmente Bein Sport prevede pacchetti da 13 euro al mese, una cifra però troppo bassa in considerazione delle spese sostenute per i diritti e la gestione dei tre canali satellitari. In mancanza di concorrenza, però, inevitabilmente i costi sono destinati a salire.

Accordo Canal+ beIN Sports: gli scenari

Non si devono però dimenticare anche le mosse che Vincent Bollorè potrebbe mettere in atto da qui in avanti. L’imprenditore, infatti, ha assunto la guida di Vivendi solo nel maggio scorso, ma al momento si è limitato a cambiare il ceo di Canal+, mentre maggiore attenzione ha riservato alla scalata a Telecom Italia. L’accordo stipulato recentemente potrebbe però essere importante per aumentare la visibilità dell’emittente, attualmente presente all’estero solo in Polonia e in Africa.

Vincent Bolloré: il patron di Vivendi è anche il secondo maggiore azionista di Mediobanca
Vincent Bollorè: il patron di Vivendi è anche il secondo maggiore azionista di Mediobanca

Vivendi guarda con favore al mercato internazionale, non è un mistero. A confermare questa idea c’è la visita fatta solo pochi giorni fa da Yannick Bollorè, figlio di Vincent e presidente e Ceo di havas, ad Arcore in compagnia di Tarack Ben Ammar, amico del padre e di Silvio Berlusconi. Uno degli argomenti trattati sarà stato certamente anche il futuro di Mediaset Premium, che non è ancora riuscita a ripagare totalmente il pesante investimento fatto per garantirsi l’esclusiva della Champions League fino al 2018.