Mentre i principali campionati europei hanno concluso le loro gare d’appalto per assegnare i diritti tv la Bundesliga rappresenta l’eccezione. Il campionato tedesco inizierà i suoi lavori nel corso del 2016 secondo un regolamento che assegnerà i diritti dal 2017 al 2021.

Durante la stagione 2016-17, la Bundesliga sarà il campionato europeo tra i Big 5 che beneficerà di minori ricavi da diritti televisivi nazionali.

Questo aspetto è sicuramente centrale nei pensieri di Karl Heinz Rummenigge che recentemente ha rilanciato l’idea della Superlega europea visto che il suo Bayern deve competere con club di campionati in questo momento più redditizi televisivamente parlando.

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Nel frattempo, come noto, la Premier League incasserà 2,3 miliardi di euro l’anno nel periodo 2016-2019 mentre la Liga Spagnola cambierà e sperimenterà i primi effetti della messa in comune dei diritti nel mercato domestico con un fatturato da 983 milioni di euro.

La Serie A ha registrato una crescita del 12,5% e (al lordo delle multe che potrebbero arrivare dall’Antitrust) delle entrate televisive arrivando a 945 milioni di euro l’anno, mentre la Ligue 1 vedrà una crescita dopo la riapertura delle rinegoziazioni in grado di portarla fino a 727 milioni di euro l’anno.

La Bundesliga rimane quindi la cenerentola con 628 milioni di euro di entrate TV domestiche all’anno. Una situazione che non è così inusuale per un campionato la cui crescita è stata legata soprattutto al matchday ed alle sponsorizzazioni delle grande aziende e che è stato sempre meno dipendente dalle TV negli ultimi anni.

 

Di certo non aiuterà lo strapotere del Bayern Monaco. Un campionato destinato a rimanere noiosissimo nei propri cinque anni non attira. E certamente Rummenigge ha pensato bene alle prospettive quando ha lanciato la Superlega. La competitività della Premier League è davvero irraggiungibile ed anche per questo il Bayern è la società che tra le grandi avrebbe meno problemi a lasciare il proprio campionato nazionale.

Ma questo è il piano meno interessante.

Sull’asse franco – tedesco (Psg – Bayern) tuttavia, potrebbero nascere le condizioni per un equilibrio diverso: un campionato europeo per club che (stante il disinteresse dei club inglesi a prendervi parte per ragioni prioritariamente, ma non solo, economiche) potrebbe diventare una sorta di campionato della “zona Euro” in grado di ricostruire in qualche modo nel calcio quel che è già successo con la creazione dell’Europa “politica”.