L'Arsenal fa già mercato a Leicester, ma il primo prescelto è un osservatore video analista

Il dibattito è già aperto sui social, quanto riuscirà il Leicester a resistere all’assalto estivo dei grandi club inglesi e non solo? In attesa di conoscere le offerte che verranno…

Inchiesta diritti tv, Riccardo Silva (presidente di MP & Silva)

Il dibattito è già aperto sui social, quanto riuscirà il Leicester a resistere all’assalto estivo dei grandi club inglesi e non solo? In attesa di conoscere le offerte che verranno e gli affari che eventualmente andranno in porto, la prima operazione ad andare in porto è quella dell’Arsenal che si è assicurato fin da subito i servigi di Ben Wrigglesworth, classe 1991, l’osservatore a cui sono attribuite tra le altre le scoperte di Ryiad Mahrez e N’Golo Kante.

L’ex osservatore del Leicester ha alle spalle un curriculum già importante. Cresciuto in Prozone Sports (è laureato a Leeds, dove la società ha sede) si è successivamente accasato al Notts County e da tre stagioni e mezza stava lavorando al Leicester. Per i Gunners svolgerà il ruolo di video analista scout mentre per i Foxes era capo del dipartimento di video scouting.

Un colpo curioso, come detto, proprio nelle ore in cui il dibattito si concentra sulla capacità di resistenza del Leicester che in estate (ma i contatti saranno naturalmente attivati prima) proverà a rinforzarsi senza smembrare la squadra che sta sorprendendo tutti in Premier League.

Il dibattito sui social è aperto, e se molti con un po’ di dietrologia (spesso poi giustificata dalle operazioni di mercato) considerano il rinnovo di Vardy come una pura operazione interlocutoria che il club avrebbe fatto solo per assicurarsi un lauto incasso dalla successiva cessione, allo stesso tempo attendono di vedere quali saranno le mosse.

Di certo i 150 milioni di euro garantiti il prossimo anno anche arrivando all’ultimo posto in Premier League sono una buona base di partenza. Il campionato più ricco del mondo in questo senso potrebbe garantire i club anche medio piccoli dall’assalto dei grandi proprio perchè la necessità di vendere i giocatori non può essere impellente economicamente se non a fronte di guai finanziari dipendenti da altre dinamiche.

Il rischio d’altro canto è che sul mercato si finisca di pagare il talento più di quanto questo effettivamente valga. Proprio perchè date le condizioni di partenza i club inglesi andranno sul mercato a carte scoperte, dialogando con altre realtà che sanno bene che il cash non manca.

Di certo la Premier 2015-2016 sta anticipando quel che potrebbe diventare il campionato inglese: dopo 10 anni in cui i verdetti al vertice sono stati rotti solo dall’irruzione a suon di milioni del Manchester City questo è il momento dell’incertezza. Quest’anno tre tra le maggiori squadre degli ultimi 15 anni come Liverpool, Manchester United e Chelsea rischiano di stare fuori (molto probabilmente lo saranno 2 su 3) dalla Champions League. Il futuro potrebbe essere molto simile anche per gli altri grandi club.

Anche per questo gli inglesi sono tra coloro che spingono maggiormente per introdurre in Champions un meccanismo di iscrizioni slegato dai risultati sportivi che già il Sun ha ribattezzato “il complotto dei giganti”.