Bilanci Milan Inter
Bilanci Milan Inter
Bilanci Milan Inter – Un rosso complessivo di 231,7 milioni di euro. E’ quello che emerge mettendo assieme gli ultimi bilanci di Milan (vedi il dettaglio sul bilancio Milan 2014) e Inter (qui il dettaglio sul bilancio Inter 2014/15), chiusi rispettivamente con un rosso di 91,28 milioni e 140,5 milioni a livello consolidato. Passivi pesanti, che si spiegano in gran parte con la mancata partecipazione negli ultimi anni alla ricca Champions League. Obiettivo dichiarato dei nerazzurri e, al momento, solo sognato dai rossoneri, che per ammissione della stessa Barbara Berlusconi hanno come più realistico obiettivo la qualificazione all’Europa League.
Con il Napoli e la Juventus in fuga scudetto, per l’Inter è fondamentale chiudere la stagione 2015/16 almeno con il terzo posto, che le garantirebbe l’accesso ai playoff di Champions League e la possibilità di incassare i 34-40 milioni tra premi e diritti tv. Risorse fondamentali per saldare il conto aperto la scorsa estate con un campagna acquisti fatta prevalentemente da prestiti onerosi con obblighi di riscatto.
Per raggiungere l’obiettivo Champions, anche a gennaio l’Inter è stata attiva sul mercato. La plusvalenza realizzata con la cessione di Guarin, le uscite di Ranocchia e Dodò in direzione Genova, hanno consentito al club presieduto da Erick Thohir di portare in nerazzurro Eder, arrivato dalla Sampdoria in prestito oneroso da 1,5 milioni con obbligo di riscatto a 10,5 milioni.
Il Milan sembra invece costretto a un mercato invernale di basso profilo: deve smistare le riserve (ceduti Cerci e Suso al Genoa, abortita la cessione di Luiz Adriano in Cina e quella di Niang in Premier League, per De Jong si profila la MLS americana). Barbara Berlusconi ha lanciato un triplice allarme. Non ha nascosto le perplessità sulla trattativa col broker thailandese Bee Taechaubol per il 48% del club: «Spero che si chiuda, in una direzione o nell’altra». Ha esibito la ferita del fallito progetto per il nuovo stadio. «Serve un impianto di proprietà». E ha ammesso i limiti della squadra attuale: «Bisogna essere onesti e diretti con i tifosi: per quest’anno l’obiettivo può essere solo l’Europa League. Poi dobbiamo tornare in Champions».
Il Milan è reduce dal “deficit” peggiore della sua storia (91,28 milioni), che costringerà a un aumento di capitale in primavera e che porta a 361 milioni le perdite complessive degli ultimi 10 anni. Fininvest – la “cassaforte” della famiglia Berlusconi – ha anticipato 53 milioni, per garantire la stagione. Ma la scorsa settimana i più stretti collaboratori di Marina, presidente di Fininvest, hanno ribadito che è finita l’epoca in cui il padre ripianava qualsiasi cifra e rastrellava i campioni stranieri. Il prossimo Milan parlerà sempre più italiano e attingerà alla Primavera.
L’alternativa sono i fondi freschi di un socio, ma le lungaggini con Mister Bee, sempre meno credibile, non aiutano. Il Milan, nell’ultimo anno, ha ricavato 30 milioni in meno da Champions e diritti tv, e altri 12,5 milioni in meno da abbonamenti e biglietti.
L’Inter non se la passa meglio. Mettendo insieme il complicato gioco di scatole cinesi con cui l’indonesiano Thohir controlla il club, il rosso dell’ultimo bilancio consolidato è pari a 140 milioni. L’imprenditore asiatico ha finanziato con fondi propri circa 108 milioni a un tasso dell’8%. Solto grazie alla plusvalenza su Guarin ceduto in Cina (12 milioni) e al taglio dell’ingaggio del colombiano e di Ranocchia, si sono trovate le risorse per Eder.
Nemmeno le plusvalenze sono un rifugio. Il Milan ha visto sfumare quella da 7 milioni di Luiz Adriano con i cinesi dello Jiangsu. L’Inter, che in estate aveva sfruttato quella (27 milioni) per Kovacic al Real, è appesa alla Champions: l’unico modo per coprire i circa 50 milioni del riscatto di troppi ingaggi, da Miranda a Jovetic. Rilevare San Siro dal Comune, per una gestione condivisa, sembrava l’altra strada percorribile. Ma il dossier, da oltre 3 mesi, è sparito dall’agenda dei due club.

1 COMMENTO

  1. Grazie alle famiglie Berlusconi e Moratti, dopo aver reso ancora più grandi questi due club, di averli lasciati nel letame e senza un futuro certo, se non la via del tribunale fallimentare

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