Oltre alla Serie A anche la Lega di B era «assoggettata alla volontà» del sistema Infront, di Marco Bogarelli. Ne sono convinti i pm di Milano, Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filippini che indagando sulla turbativa dell’asta per i diritti tv (triennio 2015-2018) si sono imbattuti nella strana storia del bando dei diritti tv per la Serie B.

I particolari sono stati pubblicati oggi da La Repubblica, che ricostruisce gli eventi fino all’intervento di Andrea Abodi, presidente della Lega di B, che avrebbe fatto saltare i piani dell’advisor. E causato un inedito dietrofront di Infront.

I FATTI. In una chiamata del 27 marzo, un manager Rti spiega a Infront la posizione dei vertici della sua azienda: «Hanno paura che subentri Cielo se voi fate il chiaro (cioè mettete nel bando l’obbligo di dare in chiaro alcuni eventi, ndr), insomma che potrebbero utilizzarlo su canali che a noi danno molto fastidio».

Mediaset sarebbe contenta anche di perdere la Serie B, a patto che Abodi la tenga confinata al “pay”: «Allora – riassume pochi minuti dopo Locatelli (dg Infront) al manager Rti – tu dici: “fate un bando solo, il solito, classico, pay. Voi fate l’offerta, loro fanno l’offerta… e amen”. Ok?».

Ma Bogarelli ha un’idea migliore, fare fuori Cielo attraverso l’introduzione di una clausola: se si vuole trasmettere anche in chiaro occorre disporre di una rete nazionale che faccia almeno il 3% di audience media (Cielo fa l’1,6). Espone la sua idea ad Abodi che non ha nulla da ridire. Tanto che il bando, il 10 aprile viene emesso. Con la clausola del 3 per cento.

Che però viene da subito commentata in maniera severa persino dentro Infront: «Ti aprono un’istruttoria… è abuso di posizione dominante», dice Mario Morelli avvocato dell’advisor; «Non capisco perché abbiamo dovuto inserire una cagata del genere», risponde Locatelli.

Morelli: «La ragione l’ho capita io: far fuori… cioè mettere tranquillo uno, che se anche il suo competitor si becca tutto non gli rompe i coglioni troppo, capito?». Locatelli: «Sì ho capito perfettamente».

L’INTERVENTO. Ovviamente Sky non è contenta della mossa. E interviene su Abodi, che cambia posizione (finirà con l’interrompere il contratto con Infront) e fa pubblicare un nuovo bando in cui il diritto del chiaro sparisce completamente. Alla fine vincerà Sky, ma solo per il “pay”. Proprio come richiesto inizialmente dal manager Rti.

Ieri Infront, in una nota, ha tenuto a «ribadire la correttezza» del proprio «operato e il pieno rispetto delle regole previste dalle procedure di invito e di trattativa privata» in merito all’asta per il pacchetto C dei diritti tv. E ha definito «gravi e fantasiose illazioni» le notizie sin qui riportate «dai giornali Repubblica e Gazzetta dello Sport».

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