anticipazioni terza maglia real madrid 2018-2019

Dopo aver incassato come prevedibile la conferma del proprio primato nella classifica dei club con il maggior numero di ricavi al mondo nel 2015 (fonte: Deloitte Football Money League) intorno al Real Madrid si sono intensificate le voci di una possibile entrata in Borsa. I quotidiani spagnoli e i siti internet specializzati, tra cui ABC e Gol Diario sono tornati a parlarne proprio in questi giorni.

Il mercato bloccato dalla FIFA non ferma la crescita delle merengues, che potrebbero presto trasformarsi in Società anonima deportiva (ovvero la formula che dagli anni ’90 è stata imposta ai club spagnoli tranne – per questioni “sociali” – a Athletic Bilbao, Barcellona e Real Madrid).

Secoondo gli analisti al momento il valore del Real supera il miliardo di euro, ma se il club di Florentino Perez decidesse di quotarsi in Borsa (e la piazza scelta dovrebbe essere quella di Wall Street) le previsioni lo attestano ad un valore prossimo ai 3,5 miliardi.

Il modello per la quotazione dovrebbe essere il Manchester United, ed anche se Florentino Perez continua a ribadire che la forza del Real Madrid sono i suoi soci, è chiaro che una ipotesi di questo tipo aprirebbe le porte al grande capitale ed evidentemente diminuirebbe di molto l’influenza (già oggi non ai massimi storici) dei soci stessi del club.

Il costo per azione sarebbe compreso tra 15,5 euro e 17,5 euro secondo stime prudenti, anche se è possibile immaginare un valore più vicino a 25 euro. Le solide performances economiche di questi anni non possono che divenire un elemento di forte attrattività per gli investitori.

Vero è che il club già due anni fa era stato studiato dagli esperti con l’idea che una entrata in Borsa potesse essere una prospettiva di breve termine, nel frattempo però non ci sono stati evidenti passi avanti.

In questi anni la crescita è stata importante: dai 118 milioni di euro fatturati nel 2000 fino agli attuali 577 milioni.

Ma se nel 2000 il bilancio era in rosso già nel 2001 il club raggiunse l’utile operativo iniziando una inarrestabile crescita dei ricavi: 138 milioni, quindi 152 nel 2002 e 193 nel 2003.

Da allora, i progressi sono stati enormi. Nel luglio 2004 la cifra era 236 milioni, con Zidane, Beckham e Ronaldo Nazario in campo e il marketing della società a fruttare da solo 81 milioni, a cui aggiungere i crescenti ricavi da diritti televisivi e la commercializzazione del marchio in tutto il mondo.

Nel 2005 i ricavi toccarono i 276 milioni e poi via via 292 nel 2006, 351 nel 2007. Dopo i 366 del 2008 nel 2009 la società spagnola è diventata la prima al mondo a superare la barriera dei 400 toccando la cifra di 407 milioni.

Nel 2009-10, con gli acquisti di Cristiano, Kakà, Benzema, Arbeloa e Xabi, il record è stato pari a 442 milioni. Florentino Perez ha assunto nel 2010-11 Mourinho, Ozil, Di Maria e Khedira. Ha vinto la Copa del Rey Barcellona. E i ricavi hanno toccato i 480 milioni.

L’altra barriera, quella dei 500 milioni, è stata superata con i 514 del 2012 divenuti 521 nel luglio 2013 e 550 nel 2014: anno chiuso con la vittoria in Champions League e con la strada spianata nel dicembre dello stesso anno al Mondiale per club.

Quest’anno il record è cresciuto a 578 milioni di cui il 37% viene dal marketing (247,3 milioni) con una crescita significativa soprattutto in Giappone, Indonesia, India e Cina. I diritti televisivi fruttano 199,9 milioni e i ricavi da stadio 129,8 milioni di euro.

Virtuosa, al contempo la riduzione del costo del personale. Dall’incidenza dell’86% registrata nel 2000-2001 fino al 50% della stagione 2014-2015.

Ora, forse, la crescita può essere spinta ancora di più grazie ad una nuova strategia che per la prima volta nella storia potrebbe aprire il club al grande capitale internazionale.

PrecedenteLavorare alla Juventus, selezioni aperte all’area marketing
SuccessivoCessione Genoa, Preziosi: “Con Calabrò trattativa chiusa”