Lega Pro 60 squadre, il nuovo presidente Gabriele Gravina vuole tornare alla riforma così com’era. Uno dei punti più importanti del suo programma elettorale, infatti, è stato il ritorno dalle 54 società attuali alle 60 previste dalla rivoluzione del 2012. Anche se i punti di domanda non mancano.

Intanto c’è da sottolineare che Gravina, eletto da poco presidente battendo Pagnozzi (uomo di Lotito e Tavecchio),  ha le spalle ben coperte nella sua volontà: il Consiglio di Garanzia del Coni ha infatti recentemente (con la decisione numero 64 del 2015) respinto il ricorso di alcune società contro la riduzione della scorsa estate, spiegando che “per la stagione 2015/2016 la consistenza organica a 54 è derivata da circostanze eccezionali che non hanno consentito di individuare fino a 60 squadre aventi requisiti per l’iscrizione”, “la consistenza a regime dell’organico è di 60 squadre, salvo che non siano adottate modifiche all’art. 49 N.O.I.F. nei tempi e con le modalità di entrata in vigore stabiliti dall’art. 50 delle stesse N.O.I.F. (cioè due stagioni sportive, ndr)”. In sostanza, la Lega Pro si è giocata con 54 squadre quest’anno solo perché non si è raggiunto il numero, ma per statuto è e sarà ancora a 60 squadre.

Lega Pro 60 squadre, dubbi sulle retrocessioni

L’obiettivo, quindi, è quello di riavere i tre gironi da 20 già a partire dalla prossima stagione, 2016/2017, tornando alla Lega Pro 60 squadre. E qui nascono i primi punti di domanda, perché c’è ancora da studiare il metodo per far risalire il numero delle iscritte. L’ipotesi più probabile è che gli almeno sei posti vacanti vengano messi a “disposizione” tra le retrocesse della Lega Pro (nonostante lo stesso Gravina abbia smentito l’ipotesi di una riduzione delle retrocessioni a stagione in corso) e le altre squadre di D, probabilmente con priorità alle vincenti dei playoff, a patto di avere una situazione economica e dello stadio solida e adeguata per l’ex C. Solidità finanziaria che il neopresidente vorrebbe sia tale anche attraverso l’aumento della fideiussione a garanzia per l’iscrizione, eliminando la tassa a fondo perduto. Un modo anche per cancellare il pericolo fallimenti, visto che si arriva da un 2014/15 in cui sono scomparse ben 7 squadre.

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