«Se qualcuno vuole la Sampdoria si faccia avanti. Quando si deve fare una compravendita c’è bisogno che ci siano un venditore e un acquirente. Quello che compra non l’ho mai visto e io non voglio vendere. Se poi dovesse arrivare una con una proposta indecente se ne parlerà. Questo Volpi che tutti indicano come futuro presidente della Sampdoria, non l’ho mai sentito nominare».

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, torna a smentire le voci di una possibile cessione del club bluecerchiato e in occasione della presentazione del suo libro ”Una vita al Massimo” presso il centro commerciale La Cartiera di Pompei, il viperetta rivela che anni fa, prima che sulla scena arrivasse Aurelio De Laurentiis, sta valutando la possibilità di rilevare il Napoli dal fallimento. «È vero», spiega in un’intervista al Mattino, «ho fatto un tentativo,ma poi è arrivato Aurelio».

La trasferta in terra campana per promuovere il libro, scritto con il giornalista di Sky Sport, Alessandro Alciato, è stata l’occasione per Ferrero di parlare dei rapporti tra la Sampdoria e il Napoli, anche sul fronte del calciomercato, dopo il mancato passaggio di Soriano in azzurro sfumato al fotofinish lo scorso settembre. «Da parte di qualcuno non c’è statala voglia di concludere l’accordo», spiega Ferrero, «Io alle 22,23 ero pronto, ma il contratto di Soriano è arrivato alle 23 e 4 minuti».

Un’operazione che, secondo il presidente della Sampdoria, non è destinata a riaprirsi a gennaio: «Non credo che Soriano verrà al Napoli.Per portarlo via c’è bisogno di pagare una clausola, se qualcuno vorrà esercitarla noi saremo pronti ad ascoltarlo». Ma questo non significa che tra Sampdoria e Napoli non ci possano essere trattative per altri giocatori: «Mai dire mai, per ora il mercato è chiuso,ma in futuro non si può sapere cosa accadrà».

«Zuniga», afferma Ferrero, «lo prenderei di corsa perché è un grande talento. Zuniga per Regini? Magari,mi piace molto come trattativa. Ma questa volta, se il Napoli vuole un calciatore della Samp prima manda il contratto e poi parla».

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