De Laurentiis, presidente del Napoli, in questo momento è l’immagine della felicità. La sua squadra è seconda in campionato, viene da cinque vittorie di fila e soprattutto, nelle ultime due gare non ha subito gol.

Principalmente, il merito della rinascita di questo gruppo, è dell’ex tecnico dell’Empoli, Maurizio Sarri, con cui il Napoli, in termini contrattuali, ha un rapporto alquanto atipico. A parlare proprio di questo aspetto è il numero uno del club partenopeo, Aurelio De Laurentiis, che è intervenuto ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio24, ed ha detto: “Ero molto indirizzato a studiare l’Empoli, progetto affascinante, poi volevo un regista in campo, ecco perché Sarri. L’ho chiamato, lui era ad Amalfi, ci siamo incontrati e mi ha conquistato il fatto che moriva per venire a Napoli. A Sarri ho detto: Maurizio io devo difendere il club, devo farti un contratto programmatico di anno in anno“, racconta il presidente del Napoli, per il quale l’importante “e’ la programmazione, all’inizio mi prendevano per un visionario, ora capiscono come ragiono“.

A inizio stagione le cose non sono andate benissimo ma la fiducia verso il tecnico non e’ mai venuta meno. “Se tu scegli delle persone le devi lasciare lavorare, anche se Sarri mi incitava a Saponara e io non potevo prendere tutto l’Empoli. Quando abbiamo perso la prima partita e pareggiato le altre due ho chiamato Giuntoli e gli ho chiesto di parlare lui con Sarri, gli ho detto: vai da Sarri e convincilo a giocare con il 4-3-3“. E lì c’e’ stata la svolta.

Non manca però la frecciatina all’ex tecnico del Napoli, Rafa Benitez : “Sarri e’ più tecnico di Benitez da un punto della pratica. Benitez e’ piu’ teorico, pensa sempre a non disturbare lo spogliatoio. Sarri invece sa parlare con i calciatori“.

Col Palermo, pero’, ci sono stati i musi lunghi di Insigne e Mertens. “Sono felice che si arrabbiano, anche se forse saranno multati per regolamento. Con Giuntoli ero d’accordo che sarebbe stato meglio non multare Insigne e Mertens, ma ci sono i regolamenti“.

Per la rinascita del Napoli fondamentale il ritorno di Reina (“e’ straordinario, lo scorso anno non ci siamo capiti con il suo procuratore“) ma soprattutto un Higuain tirato a lucido. “Ha una grande famiglia, e’ una persona pulita, leale, eduicata, trasparente, una bella persona. E’ stata una nostra intuizione, non di Benitez. Lui voleva Damiao“.