Barcellona, i problemi non sembrano terminare mai. I primi due mesi della stagione 2015/2016 per il club catalano sono stati alquanto difficili. Prima gli sviluppi delle inchieste per frode fiscale di Messi e Neymar, poi i problemi, sempre con il fisco spagnolo, di Javier Mascherano, infine, gli infortuni di grandi giocatori come Iniesta e Daniel Alves.

Insomma, questo inizio di stagione non è stato per niente positivo per il club catalano, e sarebbe stato anche peggio se la squadra non avesse ottenuto buoni risultati sul campo.

Negli ultimi giorni però, in casa Barcellona si sta cercando una soluzione per fare in modo che la politica non rischi di influenzare il calcio. Un problema che finora non si era mai posto visto che il club, non ha mai vietato ai propri tifosi di esibire la bandiera della Catalogna durante le partite del Barcellona.

Tale esposizione però non è stata gradita dall’Uefa che, ha deciso di multare il club catalano per via dell’esposizione di tali bandiere durante l’ultima finale di Champions League.

I tifosi del Barcellona sono pronti a dichiarare guerra alla Uefa. Le due multe ricevute da Nyon per le bandiere della Catalogna esposte prima nella finale di Berlino contro la Juventus (40 mila euro) e poi nella recente gara di Champions col Bayer Leverkusen (30 mila euro) hanno fatto infuriare il pubblico blaugrana.

E secondo l’emittente “RAC1”, le organizzazioni indipendentiste della Catalogna distribuiranno 20 mila bandiere giallorosse in occasione della gara di martedi’ contro il Bate Borisov. Già in occasione della partita contro l’Eibar, sul campo e’ apparso uno striscione con su scritto “Liberta’ d’espressione” e durante l’ultima assemblea dei soci il presidente Josep Maria Bartomeu ha ricordato che le bandiere della Catalogna “non sono vietate, non fomentano la violenza e rappresentano molti tifosi del Barça. Non offendono chi non le condivide e fanno parte della vita di molti catalani, che siano soci oppure no del Barcellona“.