Stadio Milan Portello, la penale è costata "un top player" ai rossoneri

Stadio Milan Portello. Chi si poteva comprare coi soldi della penale che il Milan pagherà per l’inadempienza sull’area del Portello? Se lo chiede questa mattina Il Giorno che ripercorre la…

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Stadio Milan Portello. Chi si poteva comprare coi soldi della penale che il Milan pagherà per l’inadempienza sull’area del Portello? Se lo chiede questa mattina Il Giorno che ripercorre la vicenda della costruzione dello stadio rossonero vicino a casa Milan e alimenta i rimpianti dei tifosi. Non solo per la mancata costruzione dell’impianto.

Poteva arrivare Alex Witsel o esserci il ritorno di Ibrahimovic e invece i rossoneri si sono dovuti accontentare di Balotelli e Kucka. E’ la provocazione de Il Giorno. Come ripreso ieri da C&F le due parti (il Milan e Fondazione Fiera) trattano ormai a oltranza su una penale tra gli 8 e i 12 milioni di euro. Mentre l’assessore regionale allo sport, Antonio Rossi, già ha proposto di “usare la penale del Milan per lo sport“.

“Soldi spesi per non costruire uno stadio – scrive Il Giorno -, togliendoli alla parte sportiva per un eventuale acquisto di spessore da inserire in rosa. Un quadro assurdo, quasi kafkiano, ma che di fatto è lo specchio di quanto sta accadendo in casa Milan”.

Il danno e la beffa, quindi, con la tesi che quei milioni (8-12, come detto) non sarebbero stati tutto l’ammontare dell’acquisto, ma certamente avrebbero avuto un ruolo decisivo. “E se ci fossero stati a disposizione anche i soldi della penale – si chiede sempre Il Giorno -? Si poteva tentare qualcos’altro? Certamente sì. Perché l’acquisto di Soriano dalla Sampdoria è tramontato per un paio di milioni di euro e quello di Witsel dallo Zenit per cinque”.

Il bando di gara era chiaro sin dall’inizio, con tanto di penale per eventuale rinuncia scritta a chiare lettere. L’incontro, la mediazione tra Milan e Fondazione Fiera e il progetto dello stadio al Portello che tramonta definitivamente. Come dire: soldi che voleva spendere Barbara Berlusconi, soldi che voleva spendere Adriano Galliani. “Alla fine – conclude il quotidiano lombardo – li ha spesi la società ma non per un bene: tutt’altro, per un qualcosa che poteva essere benissimo preventivato ed evitato. Per buona pace dei tifosi, che ad oggi sembrano essere gli unici ad avere le idee chiare”.