Morata studia da leader e non vuole tornare a Madrid per fare il comprimario. Il messaggio del giocatore è molto chiaro e la sua volontà potrebbe essere decisiva nelle mosse future.

Lo si è capito molto chiaramente nelle ultime ore, e l’entourage del calciatore si è mosso per farlo sapere e risuonare su tutti i media.

Settembre, chiaramente, è un mese in cui il calciomercato è un tema pretestuoso più che un reale argomento di attualità. Ma è proprio a settembre e nei mesi “morti” che le società con più tranquillità pianificano il futuro.

Ecco perchè le volontà di Morata e della Juventus (che vuole offrire al giocatore un contratto da giocatore di primo livello fino al 2021) emerse nelle ultime ore sono qualcosa più di un pour parler.

A questo va aggiunto l’aspetto mediatico. Morata ha dichiarato “siamo a settembre, non so cosa succederà a giugno”. Una frase che – come qualsiasi altra frase pronunciata dal giocatore – si presta a interpretazioni, fraintendimenti, doppi sensi e sterili polemiche. Perchè in fondo effettivamente siamo a settembre e con una stagione davanti è veramente difficile sapere cosa succederà a giugno (anche se mediaticamente pure Pogba è già stato dato per “venduto”, quindi a quel punto tutto vale).

Ecco allora la contromossa.

I campioni d’Italia stanno provando a blindare il giocatore a gennaio prolungandogli il contratto per altre due stagioni (dal 2019 al 2021) ed aumentandogli lo stipendio di un altro milione (3,5) più i bonus. Anche se a decidere tutto sarà la stagione: se Morata dovesse ad esempio diventare il capocannoniere della Serie A non sarebbe improponibile pensare per lui ad un accordo da 5 milioni netti a stagione immediatamente. Un contratto da prima fila.

In questo senso le incognite sono davvero tante: quanto potrà mettere sul mercato la Juventus tra un anno? Come sarà proseguita la crescita del club? Che livello avranno raggiunto i ricavi? E come sarà la struttura della rosa in termini di proporzione tra gli ingaggi?

Ma gli ex campioni d’Europa hanno il diritto di recompra. E la Juventus non può fare nulla in questo senso.  Basterà presentarsi da Agnelli con 30 milioni di euro e il gioco sarà fatto, lo prevede la formula con cui hanno lasciato partire “el niño” della cantera. Florentino Perez già ha manifestato volontà in questo senso.

A questo punto quindi peserà soprattutto la volontà di Morata. Che dopo la finale di Berlino durante il ritiro della nazionale spagnola disse: «Credo di dovere ancora molto alla Juventus, una società che ha creduto in me fin dal primo giorno. Per questo motivo ho il dovere di ripagarla di tutti gli sforzi fatti per avermi. Voglio raggiungere ancora altri successi con questo club».

A Manchester Alvaro Morata ha segnato il suo sesto gol nelle ultime 8 partite europee (quarto consecutivo, e gli avversari erano Real Madrid, Barcellona e City), e la vera novità è parsa proprio questa: una Juventus che in passato faticava incredibilmente in Europa si è presentata a casa della prima della classe di Premier League (imbattutta in 5 gare sempre senza subire gol) vincendo 2-1 in rimonta come fosse cosa normale.

 

2 COMMENTI

    • A quanto è dato sapere la mossa Juventus è solo “psicologica” nei confronti del giocatore. Se il Real ha diritto di recompra e lo vuole esercitare in teoria non si può fare niente. Dopo di che se Perez si muove e il giocatore manifesta la volontà di stare a Torino tutto diventa più difficile. Ma – senza infingimenti – è chiaro che a quel punto Morata deve avere sul tavolo una offerta importante da parte della Juventus in termini di ingaggio (per questo ipotizzo i 5 milioni). Ma ad oggi non sappiamo quale sarà il potere contrattuale della Juve tra un anno, in questo senso tutto è abbastanza prematuro. Comunque in sintesi dal punto di vista legale il Real può fare quel che vuole col cartellino di Morata. Poi si sa che sul mercato non conta solo avere il coltello dalla parte del manico. A volte decide il coltello 🙂