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In un momento storico in cui alcuni club di calcio perdono il posto nel calcio professionistico e, con esso, il rischio di lasciare per strada la propria identità fatta di simboli e nomi, esiste una controparte che dopo anni e lente risalite si riappropria del passato.

Parliamo di tutte quelle realtà reduci da fallimenti che dopo un periodo più o meno lungo di “purgatorio” stanno recuperando simboli e nomi tradizionali. Di solito, il logo e la denominazione ufficiale di una società sono tra le cose che “perdono” e finiscono all’asta quando un club fallisce e subentra una newco. Per prendere alcuni casi famosi basti pensare alla Fiorentina, che dopo il fallimento sotto la gestione di Vittorio Cecchi Gori ha cambiato nome in “Florentia Viola”. O come il Parma della famiglia Tanzi, che da “Ac” è diventato “Fc” cambiando anche il logo societario.

Ma esistono altri esempi, fatti di squadre discese tra i dilettanti e spogliate della propria storia. In questo inizio di stagione, sono già tre le società che hanno potuto fregiarsi nuovamente dei propri simboli: Foggia, Padova e Avellino. Una tendenza che diventa anche opportunità di puntare sul merchandising. 

Il ritorno del lupo irpino

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del club irpino. Che già lo scorso marzo aveva annunciato di aver recuperato il vecchio logo con il lupo. La storia dell’Avellino è stata negli ultimi anni segnata dal fallimento. Tutto comincia nel 2009: alla fine di quella stagione il club biancoverde retrocede in Lega Pro, ma non riesce ad iscriversi al campionato per il parere negativo della Covisoc.

Seguendo l’articolo 52 della Noif, visto che l’Avellino sull’orlo del fallimento non riusciva ad iscriversi nemmeno nelle serie inferiori, viene costituita una nuova società, la Avellino Calcio.12 S.S.Dche finisce iscritta in Serie D. Nel 2010 La società cambia denominazione in Associazione Sportiva Avellino 1912 e viene ripescato in Seconda Divisione e nell’anno successivo in Prima.

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Il logo dell’Avellino con il lupo

Da tre anni il club è in Serie B, ma sarà solo al suo terzo anno che potrà fregiarsi nuovamente del proprio vecchio e storico simbolo. Che nel 2013 era finito all’asta ed acquistato da un imprenditore per 130mila euro. Gestito dall’associazione avellinese “Per la storia”, il logo è ora tornato sulle casacche del club, che pochi giorni fa ha presentato le nuove maglie per la stagione 2015/16. A quel logo, i tifosi irpini sono molto legati: comparve sulle casacche nel 1977 e la stagione successiva l’Avellino andò in Serie A.

Dai biancoscudati ai “satanelli”

Il 25 maggio del 2014, il Padova è retrocesso sul campo in Lega Pro, campionato nel frattempo riformato in un girone unico. La stagione successiva si apre male: il club presenta una documentazione incompleta alla Covisoc, motivo per cui il Padova non viene iscritto al campionato di terza serie. La squadra non viene ammessa nemmeno in D: al suo posto va la neonata Società Sportiva Dilettantistica Biancoscudati Padova. 

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Il management del Padova con nome e logo per la prossima stagione, ispirati alla tradizione del club (foto Padovacalcio.it)

Il sodalizio, fondato dagli imprenditori padovani Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto, torna subito in Lega Pro dopo un campionato tra i dilettanti. Qualche giorno fa, il club ha annunciato l’ingresso di nuovi soci. Ma non solo: “Faremo un investimento su progetti di impiantistica da 2 milioni e mezzo di euro per sistemare il Plebiscito e renderlo uno stadio da 10mila posti, con tanto di curva sud coperta, ed adeguarlo anche alle categorie superiori. Non appena il Comune recupererà il logo Acp lo darà in comodato d’uso alla società”. Parole del sindaco di Padova, Bitonci, che ha così dato seguito alla possibilità ottenuta dalla società di potersi richiamare “Calcio Padova”, con relativo logo.

Di recente, su Calcio&Finanza abbiamo parlato del ritorno di un logo storico: quello dei satanelli a Foggia. La nuova proprietà del club, guidata dai fratelli Sannella, ha deciso di puntare sul recupero della tradizione: sulle maglie ci sarà lo sponsor Tamma, il pastificio di proprietà dei Sannella che comparve sulle maglie rossonere già ad inizio degli anni Ottanta. In quello stesso decennio, ma verso la fine, venne creato lo stemma dei Satanelli, perso anche qui, la storia di un fallimento: dopo l’esclusione dal professionismo dell’Unione Sportiva Foggia, nel 2012 era stata quindi fondata una nuova società, il Foggia Calcio, che dopo un anno di Serie D è stato ripescato in Lega Pro (Seconda Divisione), quindi l’anno successivo ha potuto disputare il campionato a girone unico sempre di terza serie. Oggi il club potrà di nuovo fregiarsene, anche se il logo è stato modernizzato.