L’ultimo tam tam online è del 2014: “Rivogliamo i Satanelli”. per i tifosi del Foggia, quel soprannome con relativo logo sono parte della storia del club rossonero. Una storia che rivive da qualche giorno. Lo scorso 7 luglio, la società ha rilevato dalla curatela fallimentare marchio e denominazione dell’Unione Sportiva Foggia Calcio, dopo le recenti vicende che hanno visto il vecchio club fallire ufficialmente lo scorso anno e sostituito sul campo dall’Associazione Calcistica Dilettantistica Foggia.

La nuova proprietà, guidata dai fratelli Sannella, ha deciso di puntare sul recupero della tradizione: sulle maglie ci sarà lo sponsor Tamma, il pastificio di proprietà dei Sannella che comparve sulle maglie rossonere già ad inizio degli anni Ottanta. In quello stesso decennio, ma verso la fine, venne creato lo stemma dei Satanelli.

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La seconda maglia del Foggia 2015/16

La storia del logo

L’anno scorso il creatore del logo, Savino Russo, ricordò parlando al “Corriere del Mezzogiorno” la nascita del logo dei Satanelli: “Sono nati in fretta e furia in una notte. Il vice presidente del Foggia Marasco mi disse che avrebbe dovuto consegnare entro poche ore a Roma il logo da far apporre sulle divise ufficiali e mi commissionò l’opera. Decisi di partire dal termine satanelli: se il Milan aveva un diavolo, il Foggia doveva averne due. Disegnai dei diavoletti arruffati, molto simili a uno Scazzamurril, spiritello buono tanto caro alla nostra tradizione popolare. Il logo ebbe un enorme successo”.

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Lo storico logo dei satanelli legato all’Unione Sportiva Foggia

Il termine Satanelli è invece nato decenni prima. Erano gli anni Trenta e e il giornalista Mario Taronna, fedele allo stile enfatico del tempo, affibbiò al Foggia il nuovo soprannome. “Evidentemente Mario Taronna, andando per logica, pensò che i giocatori del Foggia, rossoneri come il Milan ma meno blasonati, non potessero che essere dei diavoli più piccoli: dei satanelli appunto. Tanto più che la storiografia ufficiale vuole questi colori importati dai fratelli Tiberini, milanesi e milanisti, venuti nel 1911 per giocare al calcio e che, nel 1920, furono tra i fondatori del sodalizio pugliese”, spiega il sito specializzato Passionemaglie, che alla questione del nuovo logo ha dedicato un pezzo, ricostruendone la storia.

Le ultime vicende societarie

Gli ultimi anni, per il Foggia, sono stati non sempre sereni. Fabio Verile, avvocato e tifoso del club rossonero, aveva assunto la carica di presidente del club un anno fa, nell’ambito del progetto Grande Foggia, grazie al quale era stato possibile pagare gli stipendi arretrati. Per il Foggia era quindi arrivato un periodo di relativa tranquillità, dopo l’esclusione dal professionismo dell’Unione Sportiva Foggia. Nel 2012 era stata quindi fondata una nuova società, il Foggia Calcio, che dopo un anno di Serie D è stato ripescato in Lega Pro (Seconda Divisione), quindi l’anno successivo ha potuto disputare il campionato a girone unico sempre di terza serie.

Dopo aver condotto la squadra all’inizio del campionato con l’ingaggio del tecnico De Zerbi, Verile ha intessuto una serie di trattative per cedere la società, cercando nel frattempo nel corso dei mesi di garantire i pagamenti degli stipendi. In marzo, dopo settimane di trattativa, è saltata la vendita a Francesca Merletti, a capo della fiduciaria Istifid. Quindi, la trattativa con i Sannella, che con il fratello Fedele guida la società di costruzioni Satel. Anche qui, una trattativa non facile, con una prendi e molla durato settimane. Tanto che a fine maggio, con l’allontanamento dei Sannella, i tifosi avevano lanciato un’iniziativa sui social per trovare nuovi investitori. Poi, la trattativa ha ripreso quota, tanto che all’uscita dall’ultimo incontro, come informa il Corriere del Mezzogiorno, Francesco Sannella ha mostrato la nuova maglia del Foggia. Sulla quale ora compariranno uno sponsor e un marchio storico.

Un’operazione tra vintage e restying

Il Foggia Calcio comunica di aver acquisito dalla curatela fallimentare del Tribunale di Foggia lo storico marchio dei Satanelli, disegnato da Savino Russo, che da oggi potrà tornare a rappresentare il Foggia in tutto il mondo e far bella mostra di sè sulle maglie rossonere. Un altro piccolo-grande passo, fatto da questa nuova Società, verso il ritorno a gioie e vittorie che più si addicono alla gloriosa società rossonera”, è il comunicato con il quale il Foggia ha annunciato il ritorno del vecchio logo. Un simbolo divenuto famoso in Italia grazie soprattutto alle vicende di “Zemanlandia”.

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Il nuovo logo dei Satanelli

Prima del boemo, altri allenatori sono divenuti famosi sulla panchina del Foggia. Due su tutti: Oronzo Pugliese (detto “Il mago di Turi”) e Tommaso Maestrelli. Con Zdenek Zeman, il Foggia per quattro stagioni diede vita ad un ciclo che venne appunto detto “Zemanlandia” e che portò la squadra a mettere in campo un gioco spregiudicato e divertente, grazie al quale venne sfiorata una clamorosa qualificazione alla Coppa Uefa nel 1993/94.

Il marchio, dopo l’annuncio del 7 luglio, è stato però ritoccato, diciamo ingentilito. I due satanelli non ha più la zampa tipica della capra, ma è come se indossassero delle scarpe. Il ritocco ha riguardato anche il forcone, che è stato stilizzato nella parte superiore. Un cambio rispetto all’originale che risponde a criteri di marketing, ma che a giudicare dai primi commenti online non convince tutti. La società è attesa da un compito non facile: mettere d’accordo la maggior parte dei tifosi e coinvolgerli in un nuovo corso fatto anche di marketing e rilancio del brand. 

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