Il calcio italiano vive un altro caso analogo a quello del Parma. Il Varese 1910, retrocesso dalla serie B al termine della scorsa stagione, non si iscriverà al prossimo campionato di Lega Pro perché non ha trovato i soldi necessari per partecipare alla terza serie del nostro calcio. Il termine per la presentazione delle pratiche per l’iscrizione scadrà alle 19 di oggi ma è già certo che la società varesina non riuscirà a far fronte ai pagamenti necessari per mettersi in regola.

In mattinata il Varese ha comunicato “ufficialmente di non aver prodotto la documentazione necessaria da presentare alla Co.Vi.So.C come ricorso alla mancata ammissione al campionato di Lega Pro per la stagione 2015-2016″. La nota del club lombardo precisa: “Dopo la ratifica della non iscrizione da parte del Consiglio Federale del prossimo 17 luglio, la palla passerà al sindaco di Varese Attilio Fontana che potrà avvalersi dell’Articolo 52 comma 10 (regolamento FIGC) richiedendo l’iscrizione di una nuova società al campionato di Serie D o Eccellenza”.

Il debito del club ammonta a quasi 10 milioni di euro. La società biancorossa – protagonista negli ultimi mesi di vicende societarie intricate, con diversi passaggi di mano – non ha trovato le risorse (esattamente 2 milioni e 257mila euro) necessarie per saldare i debiti, pagando gli stipendi dei tesserati di marzo e aprile e saldando i relativi contributi, e presentare la fidejussione che serve per partecipare alla Lega Pro. Dopo le cessione della maggioranza delle quote societarie (il 97 per cento delle azioni) avvenuta nello scorso mese di giugno da parte di Nicola Laurenza all’imprenditore libanese Alì Zeaiter (che aveva patteggiato una condanna a 3 anni e mezzo per aver pagato delle auto con assegni falsi, è stato in carcere e poi ai servizi sociali), il quale aveva anche assunto la presidenza del Varese 1910, sembrava che tutti i problemi si fossero risolti. Invece, nel giro di un paio di settimane, Zeaiter ha rassegnato le dimissioni e ha lasciato il cerino nelle mani del vicepresidente Massimo Trainito, che malgrado gli sforzi non è riuscito a trovare investitori disposti a condividere il progetto di rilancio della squadra biancorossa.

A questo punto è tutto nelle mani del sindaco Attilio Fontana, al quale si sarebbe già rivolto più di un personaggio disponibile a farsi carico di una ripartenza dalla serie D, naturalmente con una nuova società senza debiti. Per la A.S. Varese 1910, alla quale verrà revocata l’affiliazione alla Figc, non resterà probabilmente che la via della messa in liquidazione, con buona pace dei creditori (la fetta più grossa, per oltre sei milioni di euro, è dell’Agenzia delle Entrate) e dei dipendenti, senza stipendio da cinque mesi. Tutti i giocatori, compresi i 170 ragazzi delle squadre del settore giovanile, saranno svincolati.