Il Torino giocherà allo stadio Olimpico per i prossimi 10 anni. L’accordo con il Comune è di qualche giorno fa: la delibera è stata presentata e votata. D’ora in poi il contratto tra la società di Cairo e l’amministrazione non sarà più rinnovato di anno in anno, come era stato finora: per un decennio è tutto definito. Ma il vero obiettivo del Comune, guidato prima da Chiamparino e ora da Fassino, è quello di porre le condizioni affinché anche il Toro possa costruirsi il suo impianto di proprietà (con concessione del terreno per 99 anni come per la Juve), riunendo insieme – scrive La Stampa – l’Olimpico, le aree Combi e il Filadelfia.

Il Torino di Cairo però non ha mai accolto gli inviti del Comune. “Da sempre chiediamo a Cairo di farsi avanti, se non hanno uno stadio di proprietà è solo per volontà loro”, ha detto il sindaco Fassino. “Sull’ex-Comunale – spiegò però a suo tempo il presidente del club – grava un’ipoteca dell’Agenzia delle Entrate milionaria se non la si cancella nessuno rileverà quell’impianto”. Se però il Toro volesse cambiare idea, il contratto di 10 anni che lega il club allo stadio del Comune potrà essere rivisto. Grazie ad un emendamento presentato dall’ex assessore allo sport Giuseppe Sbraglio, tifoso torinista sfegatato. “Mi spiace che il Toro non voglia fare di più, ovvero prendere l’Olimpico come la Juve fece con il Delle Alpi. Per questo ho presentato un emendamento con il quale la città possa risolvere il contratto prima dei dieci anni se decidesse di costituire in diritto di superficie l’area dell’Olimpico e le aree limitrofe”.

Il nuovo accordo tra il Torino e il Comune è stato illustrato poi dall’assessore Stefano Gallo: il “deal” prevede il pagamento di un canone annuo di 500mila euro da parte della società all’amministrazione. La manutenzione ordinaria è a carico della società sportiva, mentre la manutenzione straordinaria sarà affidata al Comune. Così per i prossimi 10 anni, sempre che Cairo non decida ad un certo punto di costruire un impianto tutto suo.