Dopo un lungo tira e molla, è ufficiale la rescissione consensuale del contratto che legava Fabio Capello e la nazionale di calcio russa. L’accordo tra l’allenatore e la federazione sarebbe durato fino al 2018, ma dopo mesi turbolenti (con diversi pagamenti non corrisposti all’allenatore) le parti sono arrivate ad un accordo. Secondo una fonte citada da R-Sport, la buonuscita per don Fabio sarà di circa 15 milioni di euro: un compromesso “soddisfacente per entrambi” rispetto alla penale di 25 milioni di euro prevista per la rescissione unilaterale del contratto.

“La Federazione vuole sinceramente ringraziare Fabio Capello per il suo lavoro da ct e gli augura successo nella sua carriera futura – scrive la Rfu in una nota -. Capello, a sua volta, ringrazia la Rfu per l’aiuto e il sostegno sentito nel corso degli anni. Capello è anche grato ai giocatori per aver lavorato insieme, e ai tifosi per il supporto sincero”. E’ finito così il rapporto di lavoro tra Capello e la Russia, iniziato nel 2012 e che si sarebbe dovuto concludere – in teoria – dopo i Mondiali di casa in Russia nel 2018. Capello aveva centrato la qualificazione per Brasile 2014, ma nella spedizione sudamericana la squadra aveva deluso ampiamente: non era andata oltre la fase a gironi, eliminata dall’Algeria con un pareggio per 1-1.

Dopo il Mondiale il rapporto con la federazione russa ha iniziato a incrinarsi pesantemente, anche a causa dei ritardi nei pagamenti dello stipendio dell’allenatore (uno dei più ricchi al mondo) fino all’intervento del magnate Usmanov che aveva posto rimedio alla situazione evitando che le parti agissero per vie legali. Capello era stato confermato per le qualificazioni a Euro2016 con un rinnovo che lo avrebbe portato a guidare il club nella rassegna casalinga, ma il ko di inizio giugno con l’Austria – che ha quasi compromesso il cammino verso gli Europei della Russia, che ha messo insieme appena 8 punti, di cui 3 a tavolino, in 6 partite, – ha accelerato un addio che probabilmente sarebbe dovuto arrivare mesi fa.