Il titolo di Mediaset in Borsa non soffre dell’istruttoria aperta dall’antitrust nei suoi confronti e apre in rialzo. A Piazza Affari il Biscione guadagna lo 0,4% a 4,64 euro, nonostante il caos scatenatosi nella giornata di ieri sui diritti tv del calcio: in mattinata la Guardia di Finanza ha perquisito le sedi di Mediaset, Sky, Infront e Lega Serie A, alla ricerca di documenti che potrebbero accertare un possibile accordo anti-concorrenza ipotizzato dagli inquirenti. Nel pomeriggio poi l’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti della stessa Mediaset, di Sky Italia, Infront Italy e della Lega nazionale professionisti di Serie A sull’assegnazione dei diritti televisivi per il campionato di calcio nel triennio 2015-2018: l’autorità garante della concorrenza e del mercato vuole assicurarsi che non ci siano stati “accordi spartitori” fra Sky e Mediaset.

Eppure il titolo di Mediaset sembra essere stato spinto dalle nuove indiscrezioni che filtrano su un accordo con Sky sempre più vicino sulle pay tv: il Corriere della Sera scrive che i rispettivi advisor starebbero mettendo a punto un’operazione che soddisferebbe entrambe le emittenti, in guerra soprattutto per i diritti televisivi della Champions League per i prossimi tre anni, che (ad oggi) saranno un’esclusiva dei canali a pagamento della tv di Berlusconi. Il nuovo progetto di una piattaforma comune prevedrebbe che Sky e Mediaset costituiscano una newco nella quale Murdoch avrebbe la maggioranza (leggi qui tutti i dettagli del piano). Una piattaforma in comune tra i canali del satellite e quelli di Premium che potrebbero così offrire insieme uno stesso contenuto, un po’ come avvenuto fino a questo momento con Fox Sports (che però è di proprietà interamente di Murdoch e in virtù del conflitto tra le due parti, dal prossimo autunno rimarrà solo su Sky).

Molto dipenderà dal parere dell’Authority. E nel frattempo i tifosi – che sono poi anche telespettatori – aspettano con ansia di capire dove vedranno la Champions League nella prossima stagione.

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