Parma fallimento Eventi Sportivi – Questa mattina, al Tribunale di Parma, c’è stata l’udienza pre-fallimentare della Eventi Sportivi Spa, l’azienda che possedeva il 90% del Parma Fc e che, nel giro di due mesi, da Tommaso Ghirardi era finita prima alla Dastraso Holding di Rezart Taci e poi a Giampietro Manenti. La Procura di Parma ha chiesto il fallimento dell’azienda. Dal canto suo Manenti, che si trova agli arresti domiciliari, tramite il suo avvocato ha chiesto l’incompetenza territoriale del Tribunale di Parma, visto che la Eventi Sportivi ha sede a Brescia.

Lo stesso Tribunale di Parma aveva rivendicato la competenza territoriale, dato che la Eventi Sportivi aveva svolto tutte le proprie operazioni nella città ducale. Antonio Palmieri, l’avvocato di Manenti, all’uscita dall’udienza ha però spiegato le prossime mosse del suo cliente: “Ho richiesto l’incompetenza territoriale perché ci sono i termini per farlo, perché é il Tribunale di Brescia ad essere competente in questo caso. Le assemblee possono essere svolte su tutto il territorio nazionale e adesso anche europeo. Poi lui, essendo proprietario con Eventi Sportivi del 90% delle quote del Parma è chiaro che stava a Parma perché gli faceva più comodo, no?”.

Lo stesso avvocato ha anche confermato la volontà da parte di Manenti di riprendersi il Parma (come anticipato da Calcio&Finanza) anche se diventa difficile capire come: “Se Manenti avesse messo i soldi nel momento in cui sono stati chiesti – ha concluso Palmieri – oggi li avrebbe persi perché c’è stato il fallimento del Parma. Quella di non mettere i soldi prima è stata una sua decisione, io sono subentrato dopo quindi posso dire quello che so, non quello che è accaduto prima“. Ora si attende la decisione del Giudice Rogato.

Manenti era stato arrestato lo scorso 18 marzo con l’accusa di reimpiego di capitali illeciti. Arresti e perquisizioni si erano svolti in diverse città italiane da parte degli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura di Roma. Complessivamente erano state ordinate misure cautelari per 22 soggetti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio e autoriciclaggio.