La pioggia di milioni che, di stagione in stagione, finisce nelle casse dei club inglesi dalla spartizione dei proventi da diritti tv, fa felici tutti: dai grandi e blasonati club delle maggiori città d’Inghilterra, alle piccole realtà d’Oltremanica che, aldilà dei ricavi garantiti dal broadcasting televisivo, avrebbero poche chance di “giustificare” economicamente la loro presenza nel torneo più competitivo al mondo, la Premier League. E la storia di un piccolo club del Sud di Londra, il Crystal Palace, è il chiaro esempio di tutto questo perché, per la stagione 2013-14, ha annunciato profitti record grazie al decisivo contributo proveniente dal comparto televisivo.

Crystal Palace, utile record: 23 milioni di sterline

La CPFC Ltd 2010 ha infatti reso noto che, nella passata stagione, il club ha realizzato un utile prima delle imposte pari a 23 milioni di sterline. Un risultato inaspettato, in primis dal presidente Steve Parish che, di recente, aveva dichiarato al contrario di aspettarsi un risultato che avrebbe dovuto fare i conti con l’aumento dei costi dovuto essenzialmente alla crescita alla voce “stipendi”. Tuttavia, a salvare gli Eagles, il fattore-chiave e più determinante: quello tv, che ha garantito l’82% dei ricavi sul totale-record di 90,4 milioni di sterline, e cioè ben 74,1 milioni.

Un club lungimirante

Il Crystal Palace, attualmente, è tranquillamente ancorato a centro classifica e, con ogni probabilità, a otto gare dal termine, prenderà parte alla prossima edizione del massimo campionato inglese. Con un occhio, ovviamente, al 2016, l’anno cioè in cui scatterà il nuovo accordo tv da 6,9 miliardi di euro, il cui premio sarà suddiviso ai club che prenderanno parte alla Premier 2016-17. Ma la piccola società inglese è esempio di lungimiranza a prescindere: Parish ha sottolineato infatti di aver investito 26 milioni durante l’ultimo esercizio contabile, “per l’acquisto di nuovi giocatori e per il miglioramento delle infrastrutture, acquisendo la proprietà del campo di allenamento, l’avvio del progetto Accademia, la costruzione di un terreno di gioco ultramoderno, nonché la costruzione di bar e ristoranti e il potenziamento delle aree di ristorazione allo stadio di Selhurts Park“.

Gli amministratori del club, sempre secondo le parole del presidente Parish, non hanno ricevuto alcun dividendo “raccomandando che gli utili venissero tutti reinvestiti nella società, e, dalla fine dell’anno finanziario, gli investimenti sono proseguiti con la creazione di nuovi posti a sedere nell’impianto e quella di una nuova area accoglienza e media“.