La notizia della definitiva consacrazione del soccer negli Usa è arrivata la scorsa estate, ai Mondiali di Brasile 2014, quando l’ottimo cammino della nazionale di Jurgen Klinsmann aveva rivelato dati audience da sport nazionale. Usa-Portogallo infatti ha attirato davanti alla tv quasi 25 milioni di americani e la partita, valida per il girone di qualificazione agli ottavi, è riuscita a surclassare i dati di gara 5 delle “finals” NBA.

Parte oggi la ventesima edizione della MLS

Il soccer Usa è cresciuto,  sotto ogni punto di vista. Oggi infatti, comincia la ventesima stagione targata MLS, la più ricca ed interessante di sempre. Perché da quando ha esordito, nel 1996, dopo la presentazione al Palladium di New York nell’ottobre dell’anno prima,  nessuno poteva pronosticare, o immaginare, la radicale trasformazione che avrebbe subito la Lega in soli 20 anni : le squadre sono ben presto raddoppiate (da 10 a 20 e dal 2020 saranno 24), stadi dedicati, investimenti milionari dall’estero e dalle tv; su tutto poi, una passione che ne ha fatto il secondo sport più diffuso tra i giovani e che giustifica le ambizioni di tutto il movimento.

Orlando City vs New York City, Kakà e (in futuro) Lampard: la fotografia dell’evoluzione del soccer

Tra le gare di esordio di quest’oggi, ce n’è una che fotografa con esattezza i termini in cui si è evoluta la Lega: a sfidarsi infatti, gli Orlando City dell’ex pallone d’oro Kakà e la seconda squadra di New York, la prossima di Frank Lampard, entrambe all’esordio assoluto nel torneo a stelle e strisce. Una circostanza che fa riflettere: dopo un fisiologico periodo di assestamento, il campionato è cresciuto dapprima in ampiezza, poi  in qualità, sbarazzandosi degli scetticismi di chi lo considera una manifestazione calcisticamente poco più che mediocre.

Cresce anche la qualità sul campo

In principio infatti fu David Beckham, sbarcato a Los Angeles nel 2007: poi, a getto continuo, sono finiti negli Usa Thierry Henry, Marco Di Vaio, Alessandro Nesta, David Villa, Sebastian Giovinco e ultimo, ma non per importanza, Steven Gerrad. Vecchi campioni, ma non tutti al crepuscolo, hanno scelto gli Usa per vivere una seconda giovinezza: perché la MLS è ormai un campionato vero, credibile, “misurabile” e che con il suo appeal attira sempre con più insistenza i fuoriclasse del Vecchio Continente. Inoltre, una generazione cresciuta con il soccer ha dato impulso poi ad un movimento che, dalla sua, non è rimasto a guardare e ha prodotto talenti come Clint Dempsey, London Donovan, Michael Bradley, Tim Howard, tutti venuti a giocare in Europa (e non da comparse), tutti tornati in patria per contribuire alla spettacolarizzazione della manifestazione.

La pioggia di milioni che ha coperto d’oro la Lega

In principio infatti era la Lega a dover pagare lo spazio televisivo per mandare in onda le gare del campionato. Un torneo, la MLS, “estraneo” alla tradizione e agli interessi di un popolo che consuma sport quotidianamente, diffuso più che altro sui canali in lingua straniera, per gli immigrati sudamericani. Un ventennio dopo, emittenti di assoluto rilievo come Espn, Fox Sports e Univision si sono spartite una ricchissima torta da ben 720 milioni di dollari, circa 90 a stagione, per assicurarsi i diritti TV 2015-2022. Il precedente accordo valeva 536,5 milioni, quello 2007-14, solo 184 milioni: basterebbe questo per comprendere quanto vale oggi il soccer a stelle e strisce e quanto potrà vale ancora tra qualche anno. Lo abbiamo capito anche in Europa: Sky Sports ha fatto in fretta ad assicurarsi i diritti tv per il Regno Unito per i prossimi 4 anni, mentre in Italia, per la prima volta nella storia, sono andati in onda i playoff della passata stagione grazie all’accordo tra Fox e MP&Silva.

I soccer specific stadium

Lo sport come industria è un concetto americano, capaci di trasformare tutto in business e in entertainment. Per questo, non potevano mancare gli stadi, o meglio, i soccer specific stadium, ad incorniciare l’evoluzione di cui vi abbiamo parlato. Il vero e proprio marchio di fabbrica della MLS: strutture funzionali, moderne, pensate in tutto e per tutto per il tifoso.  Secondo Dan Courtemanche, vicepresidente esecutivo del torneo Usa, questo infatti è stato uno dei tasselli decisivi, per veicolare, da una parte, la popolarità delle Lega tra i tifosi, abituati ai comfort degli impianti baseball o football, dall’altra, per permettere ai club di diversificare i ricavi, grazie anche ad un’affluenza media che di anno in anno registra dati sempre più significativi. Dieci anni fa, un solo stadio era dedicato al calcio, oggi invece sono quindici le squadre con impianti di proprietà. L’obiettivo è diventare uno dei migliori campionati al mondo entro il 2022: siamo quasi sicuri che ci riusciranno.