Per Twitter è il #derbydellalanterna, per Calcio&Finanza è 55 (milioni di euro) contro 45. Oppure 81,8 (sempre milioni) contro 108,7. Sono alcuni dei numeri della stracittadina di Genova tra il Genoa e la Sampdoria. Un derby che, in sostanza, vede vincere i rossoblu sotto molti aspetti. Ma la Samp, con la nuova dirigenza, lavora per migliorare.

Genoa, conti in miglioramento grazie a brand e mercato

Piccola avvertenza, prima di analizzare un po’ di numeri. Sia Sampdoria che Genoa presentano il proprio bilancio al 31 dicembre (non è una novità: lo fa anche il Milan, ad esempio): si tratta quindi di una breve analisi che include la seconda parte dell’ultima stagione e la prima parte di quella in corso.

Detto questo, al momento il Genoa sta meglio dei cugini blucerchiati, in generale. Vero che la Samp, nell’ultimo anno di gestione sotto la famiglia Garrone, aveva migliorato i dati relativi alla perdita netta d’esercizio, passando da -38,1 milioni a -13,4. Meglio ha fatto il Genoa, passando da una perdita di 14 milioni di euro a un utile, seppur non particolarmente alto, di 381mila euro. A determinare l’aumento dei ricavi ha contribuito la creazione di una società ad hoc chiamata Genoa Image srl, alla quale è stato ceduto lo sfruttamento del marchio del club: un’operazione, di fatto molto simile a quella fatta dal Parma con Parma Brand: nel caso dei gialloblu, la creazione di una newco portò soldi freschi nelle casse per circa 13 milioni, mentre in quelle del Genoa sono arrivati 27,4 milioni di euro.

A contribuire a un miglioramento del consuntivo rossoblu, che si dovrebbe riflettere sul prossimo, c’è la gestione del calciomercato. Nelle ultime due finestre di mercato, il Genoa ha operato bene, chiudendo il saldo in positivo di 13 milioni. Gli acquisti più onerosi sono stati quelli di Iago Falquè dal Tottenham e di Mauricio Pinilla dal Cagliari per 2 milioni di euro: quest’ultimo è stato poi girato in prestito all’Atalanta a gennaio. In entrata, la società ha lavorato molto sul fronte dei prestiti, da Ariaudo a Pavoletti. In uscita, la società è stata molto attiva: dalla vendita di Sturaro alla Juventus per 6,5 milioni a quella di Gilardino al Guanghzou per 5 milioni, a Vrsaljko al Sassuolo per 3,5 milioni.

I numeri attuali vedono il Genoa vincere anche la sfida degli introiti da abbonamenti: 3,2 milioni di euro contro 2,9 dalla Sampdoria. Il tutto nonostante il numero degli abbonati sia più alto da parte blucerchiata: 18077 tessere vendute contro 16500 di fede genoana. L’effetto è dovuto, evidentemente, alle diverse fasce di prezzo e alle agevolazioni applicate. Per fare un esempio, la Gradinata Sud e Nord della Samp costa 170 e 180 euro, contro i 240 euro applicati dal Genoa per lo stesso settore nella cosiddetta “seconda fase” degli abbonamenti, cioè dopo un primo periodo promozionale.

derby_sampgenoa

La Samp lavora per il futuro tra Europa League, Bonazzoli e sponsor

Ma la Samp, con la nuova gestione, lavora per migliorare tutti i numeri. A cominciare dai ricavi. Secondo una proiezione della Gazzetta dello Sport, il Genoa sarebbe in vantaggio di una decina di milioni di euro per gli introiti da questa stagione: 55 milioni di euro contro 45. Una cifra che potrebbe variare in base al piazzamento finale delle squadre in campionato. Nel caso di piazzamento in zona Europa League, le due squadre potrebbero mettersi in tasca circa 4/5 milioni di euro per la prima fase a gironi (leggi le stime di Calcio&Finanza sui ricavi da Europa League 2014/15).

Ed è qui che la Samp lavora per innalzare i ricavi. Lo dimostra sia la prima parte di stagione, sia il mercato invernale. Su Calcio&Finanza, abbiamo stimato quanto ogni squadra ha speso in media per ottenete punti nel girone d’andata: la Samp ha vinto questa speciale classifica con 526mila euro, seguito proprio dal Genoa con 645mila. Il mercato invernale ha poi aumentato le velleità della Samp di puntare all’Europa. All’arriva di Joaqiun Correa per 8,20 milioni di euro è seguito quello di Samuel Eto’o e quello di Federico Bonazzoli per 4,5 milioni. L’ingaggio dell’attaccante dell’Inter, che però avverrà a giungo (è rimasto in prestito a Milano), è sintomatica del nuovo modello sul quale il player trading si sta basando in Italia, soprattutto dopo la fine delle comproprietà.

Bonazzoli è stato acquistato per 4,5 milioni di euro, con un diritto riservato all’Inter per il riacquisto fissato a 14 milioni entro 3 anni: se il giocatore prometterà sul campo le attese, la Sampdoria potrebbe quindi realizzare una plusvalenza di 9,5 milioni di euro. E poi ci sono gli accordi di sponsorship, a cominciare da quello temporary con la Lucky Red, che ha previsto l’apposizione di uno sponsor temporaneo dulle maglie, unitamente ad attività collaterali, sostituito ora dal contratto con la Parà.

1 COMMENTO

  1. Interessante questo pezzo, soprattutto la parte del ramo d’azienda del Genoa…mi sembra di capire che è un tipo di operazione non dico uguale, ma simile a quello della Roma, di cui ci avete informato molto bene tra l’altro…continuate così!