Directors’ Test – Il “fit and proper person test or director’s test” è una prova subita dai proprietari e dai presidenti delle squadre di calcio britanniche nella speranza che si possa impedire che imprenditori corrotti o inaffidabili possano acquistarle. 

Il test, introdotto nel 2004, è stato espressamente voluto dalla Premier League, dalla Football League, dalla Football Conference e dalla Scottish Premier League. Chiunque subentri in un club, ne gestisca uno o ne possieda oltre il 30% delle sue azioni dovrà essere valutato dal “director’s test”. Il primo uomo d’affari conosciuto per aver fallito il test è stato Dennis Coleman, presidente del Rotherham United, quando il club andò in amministrazione controllata nel 2006 e nel 2008. Sorte poi toccata nel 2014 all’ex presidente del Cagliari, e ora proprietario del Leeds United, Massimo Cellino.

La Premier League ha restrizioni più severe rispetto alla Football League, la seconda lega più importante in Gran Bretagna che gestisce ed organizza i tre campionati inferiori alla più blasonata Premier League, e alla Football Conference. In generale un imprenditore fallisce il test se:

  • Ha potere o influenza su un altro club;
  • Detiene una partecipazione significativa in un altro club;
  • La legge gli vieta di acquistare un club;
  • Ha dichiarato fallimento;
  • E’ stato presidente o proprietario di un club, mentre ha subito due o più eventi non connessi di insolvenza;
  • E’ stato amministratore di due o più squadre che, mentre ne era il proprietario, hanno subito un evento di insolvenza;

Le autorità calcistiche inglesi ritengono che il test mostri la loro determinazione a non lasciare che i club siano “vulnerabili al male”, ma molte persone credono che esso abbia troppo poco effetto pratico dato che non esamina i piani futuri di questi possibili investitori o se alle loro spalle abbiano risorse finanziarie genuine. La Premier League chiede ai suoi membri di rendere pubblici i nomi di tutti coloro che possiedono il 10% di un club, mentre la Football League, tra i cui campionati c’è anche la Championship, non rende pubbliche le informazioni sostenendo che non può, ai sensi della legge sulla protezione dei dati, rivelarle. Così spesso i fan dei club di Football League rimangono all’oscuro riguardo a coloro che possiedono i loro club. Inoltre, la Premier League applica il test prima di un cambio di gestione, mentre la Football League esamina solo i nuovi amministratori e azionisti dopo che il cambio di gestione si è effettivamente concretizzato.

Directors’ Test e il “caso Parma”

Il “director’s test” potrebbe ora arrivare anche in Italia. Per evitare che un nuovo “caso Parma” si possa ripetere Maurizio Beretta, il presidente della Lega Serie A, vorrebbe la modifica delle regolamentazioni interne sul modello della Premier League. Potrebbe essere questo il provvedimento “a sorpresa” della Federazione. “E’ un tema all’ordine del giorno, e’ molto probabile che a livello federale si pensi ad una modifica sul modello Premier League. Ne abbiamo ragionato anche oggi in consiglio. I criteri sono ad esempio quelli di onorabilità e di solidità patrimoniale“, ha detto Beretta al termine del consiglio di Lega. Se il test fosse già in seno alle norme della Lega Calcio il Parma Fc dovrebbe almeno rivelare il nome del suo nuovo possibile acquirente.

Alberto Lattuada