Rangers – La telenovela Glasgow Rangers è proseguita anche a Capodanno quando il più grande azionista della società scozzese, la Laxey Partners, ha ceduto la propria quota del 16,32% per 2,6 milioni di sterline.

Il consorzio, guidato da Douglas Park, George Letham e George Taylor, è in aperta opposizione con la gestione corrente del club, in particolare con la crescente influenza di Mike Ashley, proprietario del club di Premier League del Newcastle United. Per la Laxey Partners la vendita delle azioni è stata fatta alla luce di una perdita significativa, che riflette la posizione commerciale povera del club e la mancanza di fiducia, così come ora lo è il ritorno improbabile nella Scottish Premier League in questa stagione. La Laxey Partners ha venduto 13 milioni di azioni a 20p ciascuna due anni dopo averle acquisite per 70p. La quota di acquisto da parte del consorzio è separata dal pacchetto di finanziamento precedente di Park, Letham e Taylor, che avevano offerto 6.5 milioni di sterline per sottoscrivere un aumento di capitale nel mese di gennaio, che gli avrebbe consentito di prendere la proprietà del 30% del club garantendosi, anche, due posti nel consiglio.

I Glasgow Rangers sembrano incapaci di scrollarsi di dosso i travagli finanziari e si trovano di nuovo in una posizione di cassa disperata dove ha bisogno di trovare almeno altre 6 milioni di sterline per chiudere la stagione. Mike Ashley ha finora prestato al club 3 milioni assumendo un maggiore controllo nella gestione del club e ha anche tentato di aumentare la sua partecipazione l’anno scorso, mossa respinta dalla stessa Scottish Football Association, SFA, il cui paletto limite è del 10%. Ashley avrebbe voluto aumentare la sua presenza fino al al 30%, ma la SFA ha bloccato il tentativo sul nascere. “Il consiglio, ai sensi dell’articolo 13, deve necessariamente tenere in debito conto della necessità di promuovere e tutelare gli interessi e il profilo pubblico del club, dei suoi giocatori, degli spettatori e degli altri attori coinvolti nel gioco”, ha dicgiarato la SFA in relazione al blocco dell’ascesa di Ashley nei Rangers, che ha loro volta hanno dichiarato: “Il consiglio dei Rangers Football Club è molto deluso della decisione del SFA e ora prendere in considerazione tutte le varie opzioni”.

Il conflitto di interessi nei Rangers

La Sports Direct di Ashley attualmente gestisce le operazioni di merchandising dei Glasgow Rangers e il club dovrà presentarsi di fornte alla SFA il 27 gennaio per far esaminare il “duplice interesse” di Ashley nella Sports Direct e nei Rangers, che con questo accordo, avrebbe violato le regole della SFA. Derek Llambias, l’ex amministratore delegato di Newcastle, è ora amministratore delegato dei Rangers, mentre Barry Leach di Sport Direct è nel club in qualità di consulente. Mentre gli scozzesi si sentono a disagio con la posizione assunta da Ashley nel club il fattore decisivo saranno i contanti, che Ashley ha e non ha paura di metetre in gioco. Gli scozzesi dovranno scavare più a fondo nelle proprie tasche a meno che non vengano salvati dai regolatori della SFA. Ma questo di per sé può portare anche problemi dato che, se Ashley decidesse di ritirarsi, i Rangers potrebbero trovarsi sul bordo di una fossa ancora più profonda.

Alberto Lattuada

PrecedenteLa Masia, il progetto giovani del Barcellona non morirà
SuccessivoCoppa del mondo 2018, la crisi russa riduce anche il budget “mondiale”
Alberto Lattuada è nato a Milano e da sempre è appassionato di calcio e finanza. Ha scritto per diversi siti specializzati nel mondo del calcio e del forex. Dal novembre 2013 dedica anima e corpo allo sviluppo e alla crescita del portale CalcioeFinanza.it