La Masia – Il leone e La Masia sono feriti. Il Barcellona non potrà partecipare alle prossime due finestre di mercato dopo che il divieto imposto dalla Fifa è stato confermato da Cas e TAS. Un verdetto denunciato duramente dal club blaugrana che ha rifiutato di accettare la sentenza definita “sproporzionata” e “eccessiva”.

All’inizio di questa settimana il Barcellona ha perso il suo appello con la Corte di Arbitrato dello Sport, CAS, dopo essere stato condannato dalla FIFA per la violazione delle norme relative all’acquisto di giocatori stranieri minorenni. Secondo le regole della FIFA i club non sono autorizzati a far firmare i giocatori internazionali sotto i 18 anni a meno che non vengano rispettati tre criteri: 1. si muovano all’interno dell’Unione europea; 2. abbiano un’età compresa tra 16 e 18 anni e si muovano con i loro genitori e 3. entrambi, club e giocatore, vivano nel raggio di 50 chilometri da un confine nazionale condiviso.

Il Barcellona è stato originariamente condannato a 14 mesi, che coprono due finestre del mercato trasferimenti, nel mese di aprile e ha deciso di andare al CAS dopo un primo ricorso alla FIFA respinto nel mese di agosto. Ciò significava guadagnare tempo cruciale per completare una serie di importanti firme, tra cui Luis Suarez e Thomas Vermaelen. Ma in questa finestra invernale, ormai aperta, il club catalano non sarà in grado di aggiungere nulla alla propria squadra, con il rischio di non poter essere competitivo sia nella Liga sia nella Uefa Champions League. In una dichiarazione il CAS ha detto che non vi erano motivi per rovesciare il divieto dato che il “Barcellona aveva violato le norme in materia di tutela dei minori e della loro registrazione all’interno della sua scuola calcio, La Masia. Di conseguenza, la decisione della FIFA è confermata in pieno e la sanzione resta in vigore”.

La Masia, fucina di campioni blaugrana

Il Barcellona, che è stato anche multato con 455.000 dollari di ammenda, ha uno delle più famose e rispettate accademie del mondo del calcio ed è anche per questo il verdetto fa montare maggiormente la rabbia. La Masia, com’è conosciuta, ha generato una serie di prodigiosi talenti come Lionel Messi, che è arrivato dall’Argentina all’età di 11 anni. Il club blaugrana sta studiando le varie opzioni legali per tentare di sovvertire il divieto, passando anche per i tribunali federali. Il Bracellona ha dichiarato di “essere, in realtà, totalmente a sostegno della politica della FIFA sulla tutela dei minori e di essere preoccupato per la tutela del loro sviluppo e della loro formazione. La struttura giovanile del Barcellona, La Masia, ha permesso a centinaia di giovani giocatori di realizzare i propri sogni e di ricevere un’educazione decente”.

La  contro – dichiarazione della FIFA sembra già spegnere i tentativi della Masia di poter tornare a svolgere a pieno il suo ruolo in Catalunya. “Il CAS ha mostrato un chiaro e forte sostegno per gli sforzi della FIFA nel proteggere i giocatori minorenni”, ha detto la FIFA, una dichiarazione che il presidente del Barcellona, Josep Maria Bartomeu, ha descritto come “oltre ogni logica”.La Fifa e il suo presidente devono essere un’organizzazione che protegge il mondo del calcio e queste decisioni non sono in linea con questo obiettivo. Non ci sentiamo supportati o protetti da coloro che dovrebbero fare questo. Desidero annunciare che il Barcellona e la Masia si batteranno per cambiare questo regolamento e migliorarlo. Spero che la FIFA mostrerà buon senso sufficiente per riscrivere questo regolamento e che nessun altro club dovrà soffrire questa ingiustizia. Nonostante tutto posso garantire ai nostri membri che questa sanzione non mette in pericolo il progetto sportivo a La Masia”.

Alberto Lattuada

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Alberto Lattuada è nato a Milano e da sempre è appassionato di calcio e finanza. Ha scritto per diversi siti specializzati nel mondo del calcio e del forex. Dal novembre 2013 dedica anima e corpo allo sviluppo e alla crescita del portale CalcioeFinanza.it