Juve, il rapporto con Jeep visto con la lente del FPF

Juventus Fair Play Finanziario Jeep – La Juventus ha ufficializzato questa mattina il rinnovo della partnership con Jeep. Grazie al nuovo accordo il club bianconero incasserà 25 milioni di euro…

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Juventus Fair Play Finanziario Jeep – La Juventus ha ufficializzato questa mattina il rinnovo della partnership con Jeep. Grazie al nuovo accordo il club bianconero incasserà 25 milioni di euro annui in più per le stagioni sportive 2019/2020 e 2020/2021, che sommati ai 17 milioni attuali arriveranno a un totale di 42 milioni di euro come parte fissa.

La sponsorizzazione giunge da quella che la UEFA definisce “related party”, e ci può offrire uno spunto interessante per quanto riguarda la sua valutazione in chiave Fair Play Finanziario. Va ricordato che, secondo la UEFA, una “related party” «è una persona o entità collegata all’entità che redige il bilancio (da presentare all’Uefa per ottenere la Licenza Uefa, ndr). Nel considerare ogni possibile relazione con la parte correlata, l’attenzione è rivolta alla sostanza della relazione e non semplicemente la forma giuridica».

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È appunto il caso di Jeep, marchio di FCA, facente parte a sua volta del gruppo Exor, che controlla il 63,77% della Juventus. Cosa dice quindi il regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario a proposito di questo tipo di rapporti?

Il FPF parla di “significant influence”, cioè quando una sponsorizzazione è pari o superiore al 30% del totale dei ricavi della società che richiede la licenza. Nel caso di questa “significativa influenza” sui conti, l’organo di controllo della UEFA adeguerà la cifra riportandola ad il livello tale per cui non sia superata la soglia indicata. Non è questo il caso della Juventus, dato che i 42 milioni in questioni, se rapportati ai 621 milioni di ricavi, rappresentano il 6,7% del totale.

(Photo credit should read DIRK WAEM/AFP/Getty Images)

La soglia del 30% non è però l’unico fattore da tenere in considerazione nell’ambito di una sponsorizzazione, ma bisogna guardare anche all’equo valore della stessa. Una sponsorizzazione tra parti correlate può essere realizzata infatti sulla base o meno di quello che la UEFA definisce Fair Value.

Come spiega il massimo organismo calcistico europeo, «un accordo o una transazione sono considerati non negoziati a condizioni di mercato se sono stati stipulati a condizioni più favorevoli per entrambe le parti, rispetto all’accordo che sarebbe stato ottenuto se non ci fosse stata una relazione tra parti correlate».

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Qualora vi siano «situazioni in cui il Fair Value dichiarato dell’operazione tra parti correlate è indagato dall’ente di controllo finanziario per club della UEFA, una terza parte indipendente eseguirà una valutazione conforme agli standard del mercato, assegnando un valore equo alla transazione tra le parti».

Si sottolinea inoltre che il club ha possibilità «di scegliere una terza parte indipendente approvata dalla UEFA. In questo caso la parte che valuta non deve essere soggetta a conflitti di interesse con il club. Verrà quindi utilizzato il valore assegnato dalla terza parte per il calcolo del break-even».

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