Mobbing Maresca. Momento complicato in casa Palermo dal punto di vista giudiziario. Oltre all’attesa per la prima udienza di fronte alla quarta sezione del tribunale fallimentare, la società rosanero si sta difendendo davanti al tribunale di Salerno dall’accusa di mobbing mossa dall’ex Enzo Maresca. Maresca fu messo fuori rosa il 2 dicembre de 2015 dopo la sconfitta in coppa Italia patita contro l’Alessandria, assieme a Rigoni e Daprelà, e nei suoi confronti – e di quelli degli altri componenti della squadra – furono spese parole di peso da parte del presidente.
Mobbing Maresca, le accuse di Zamparini
«I giocatori che disprezzano con queste prestazioni la maglia non sono degni di essere più convocati a rappresentare i nostri colori. Prenderò i dovuti provvedimenti», queste erano state le dichiarazioni del presidente Zamparini, rilasciate attraverso un comunicato stampa.
Parole che, secondo l’agente del giocatore Candido Fortunato, sfioravano il comportamento discriminatorio. «Valuteremo se sussistono le ragioni per parlare di mobbing – disse Fortunato – penso proprio di sì». E così è stato. Martedì a Salerno si è tenuta un’udienza del processo intentato da Maresca. E a sfilare davanti al giudice sono stati i testimoni dell’accusa, fra i quali l’attuale ds della Roma Monchi.
Maresca fu reintegrato in rosa il 12 gennaio 2016. «Su decisione del presidente Zamparini a partire da oggi il giocatore Enzo Maresca tornerà a disposizione dello staff tecnico guidato da Guillermo Barros Schelotto e Fabio Viviani».