Si infiamma lo scontro FIFA-UEFA: Ceferin ha disertato la finale dei Mondiali dopo il caso Balogun

Il numero uno della Federcalcio europea non ha partecipato all’ultimo atto della Coppa del Mondo, che ha messo di fronte Spagna e Argentina.

Ceferin finale Mondiali
Aleksander Ceferin (Foto: FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

L’assenza del presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, alla finale del Mondiale tra Spagna e Argentina rappresenta un segnale senza precedenti della frattura aperta tra la confederazione europea e la FIFA. Come riportato dal quotidiano britannico The Times, Ceferin, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente del massimo organismo calcistico mondiale, non ha preso parte all’atto conclusivo della competizione disputato al MetLife Stadium in New Jersey, una scelta che – come raccontato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend – certifica il deterioramento dei rapporti tra le due istituzioni.

Alla base dello scontro c’è il caso legato a Folarin Balogun, attaccante degli Stati Uniti, la cui squalifica per un’espulsione è stata sostanzialmente sospesa consentendogli di essere disponibile nella successiva partita contro il Belgio. Una decisione che la UEFA aveva definito «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile», accusando la FIFA di aver «oltrepassato una linea rossa».

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano britannico, la decisione non sarebbe stata presa direttamente dal presidente FIFA Gianni Infantino, che ha negato qualsiasi coinvolgimento, ma da un singolo membro della commissione disciplinare della FIFA composta da 18 persone: Mohammad al-Kamali, rappresentante degli Emirati Arabi Uniti. Il caso ha alimentato anche il malcontento per quello che in UEFA viene percepita come un’eccessiva interferenza politica nelle dinamiche del torneo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva infatti raccontato di aver telefonato a Infantino proprio in relazione alla squalifica di Balogun, definendo poi la scelta di rinviare la squalifica una «grande decisione».

Il confronto sul futuro del Mondiale

La tensione tra FIFA e UEFA non riguarda però soltanto il caso Balogun. Il calcio europeo si è infatti schierato contro alcune delle principali proposte avanzate dalla federazione internazionale. Tra queste c’è l’ipotesi di ampliare ulteriormente il Mondiale, portandolo dalle attuali 48 a 64 squadre. Infantino ha annunciato che la FIFA analizzerà nel dettaglio la proposta, ma Ceferin l’aveva già definita in passato una «cattiva idea».

Il presidente UEFA aveva inoltre criticato i prezzi dei biglietti per la Coppa del Mondo, mettendo in guardia dal rischio di allontanare i tifosi dagli stadi: «Non togliete il calcio ai tifosi. Se il biglietto per la finale costa 7.500 dollari, a cui bisogna aggiungere voli e hotel, non sono molti i tifosi veri e appassionati che possono permetterselo», aveva dichiarato a maggio.

Lo scontro sulle regole e sulla gestione arbitrale

Le divergenze tra i due organismi si sono estese anche alle modifiche regolamentari introdotte dalla FIFA in occasione del Mondiale. La UEFA ha deciso di non seguire alcune indicazioni adottate dalla federazione internazionale, come l’espulsione automatica dei giocatori che lasciano il campo in segno di protesta contro una decisione arbitrale o dei calciatori che si coprono la bocca durante confronti con gli avversari.

Il calcio europeo non applicherà inoltre la controversa modifica sullo scambio di persona, che consente al VAR di intervenire anche in caso di primo cartellino giallo assegnato al giocatore sbagliato. La UEFA era già intervenuta in difesa dell’arbitro somalo Omar Artan, al quale era stato negato l’ingresso negli Stati Uniti per dirigere alcune gare del Mondiale. L’organismo europeo lo ha designato per la finale di Supercoppa UEFA di agosto tra Paris Saint-Germain e Aston Villa.

La finale del Mondiale nel mirino: show, ritardi e prezzi record

A generare critiche nei confronti della FIFA è stata anche la gestione della finale, caratterizzata da un intervallo record per consentire lo svolgimento di uno spettacolo musicale in stile Super Bowl. Il regolamento del calcio prevede una pausa massima di 15 minuti tra i due tempi, ma nell’atto conclusivo del Mondiale l’intervallo è durato 27 minuti e 20 secondi per permettere l’esibizione di artisti come Madonna, Justin Bieber, Shakira e Burna Boy al MetLife Stadium.

La scelta ha ricevuto un’accoglienza fredda da parte del pubblico presente e anche critiche da parte degli opinionisti televisivi. Il rapporto tra FIFA e UEFA sembra così attraversare uno dei momenti più delicati degli ultimi anni, con divergenze che spaziano dalla governance del calcio mondiale alle regole sportive, fino al modello economico e commerciale delle grandi competizioni internazionali. Da qui la scelta di Ceferin di non presenziare all’ultimo atto della Coppa del Mondo, una mossa che ha fatto rumore.