I Mondiali di calcio si confermano un affare anche sul fronte commerciale per la Rai. Come annunciato dall’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi: «Il risultato commerciale di questa Coppa del Mondo rappresenta un segnale molto positivo per l’intero mercato, – ha dichiarato – in un contesto economico e geopolitico ancora caratterizzato da forti incertezze. Abbiamo superato i 50 milioni di euro di raccolta pubblicitaria, migliorando il risultato dell’edizione del Qatar 2022 nonostante un’offerta sensibilmente inferiore di partite trasmesse». Un risultato che migliora quello ottenuto in occasione dell’edizione del Qatar 2022.
Il dato assume ancora più valore se si considera il numero di partite trasmesse in questa edizione. La Rai ha infatti condiviso i diritti dell’evento con un altro broadcaster, DAZN, che ha mandato in onda l’intero torneo, potendo contare solamente su 35 gare contro le 64 di quattro anni fa.
Secondo Poggi il traguardo raggiunto dimostrerebbe come solo i grandi editori nativi riescano a garantire un pubblico così ampio, con una penetrazione particolarmente forte tra i giovani nella fascia 15-24 anni.
A confermare la tenuta del mercato pubblicitario è anche la crescita del numero di inserzionisti coinvolti: dai 204 clienti dei Mondiali in Qatar si è passati ai 237 di questa edizione. «Le aziende – ha concluso l’Ad – continuano a riconoscere nel grande sport in chiaro un’opportunità unica per creare valore per il proprio business».
Ascolti da record per la semifinale Francia-Spagna
I numeri commerciali procedono di pari passo con quelli degli ascolti. Le due semifinali hanno superato entrambi i 9 milioni di spettatori medi, con Inghilterra-Argentina che ha sfiorato i 9,5 milioni di persone collegate. Inoltre, per Francia-Spagna sono stati significati i dati sul pubblico giovane: lo share è salito al 70,1% tra gli uomini nella fascia 15-24 anni e al 64,6% tra quelli di 25-34 anni, mentre tra le donne il target 15-24 anni ha toccato il 62,5%.
Sull’onda di questi risultati è intervenuto anche l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi: «Il grande successo dei Mondiali proposti dalla Rai va oltre gli eccezionali dati d’ascolto – ha dichiarato – fin qui raggiunti anche tra il pubblico più giovane, perché quegli stessi dati dimostrano la bontà della scelta del Servizio Pubblico di proporli in chiaro, per tutti. Perché il grande sport deve essere di tutti e noi continueremo a proporlo, anche in altre discipline, nei prossimi mesi».