Continuano le indagini e gli arresti nel mondo ultras. Nella giornata odierna è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giuseppe Poerio, 32 anni, già detenuto anche per fatti di droga e indagato nell’inchiesta milanese “Doppia curva” sugli ultras di San Siro, con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Andrea Beretta, in galera per l’omicidio di Antonio Bellocco, e da tempo collaboratore di giustizia.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini della Polizia e del pm della Dda di Milano Paolo Storari, Poerio è accusato di aver esploso sei colpi di pistola nel corso di una lite nel luglio 2025, ma dal provvedimento della gip Sara Cipolla risulta anche che l’uomo in passato «si sarebbe messo a disposizione per l’esecuzione materiale dell’omicidio» di Beretta, che poi non avvenne.
Il piano per uccidere Beretta è stato confermato da parte di Marco Ferdico, altro ex leader della Curva Nord interista finito in carcere per l’inchiesta “Doppia curva” e l’omicidio di Boiocchi, di cui Beretta si è autoaccusato di esserne il mandante. Inoltre, Ferdico ha indicato proprio Poerio, soprannominato “il Pinna”, come «incaricato dell’esecuzione materiale» per un compenso 100mila euro. Come appurato dalle indagini, questo ha fatto sì che Beretta, venuto a conoscenza del piano per il suo omicidio, abbia ucciso in prima persona Antonio Bellocco, rampollo di una famiglia della ‘ndrangheta e anche lui nel direttivo della curva Nord.
L’ordinanza a carico di Poerio, difeso dall’avvocata Emanuela Sabbi, si riferisce ai colpi che avrebbe esploso, con un’arma «detenuta illegalmente», il 29 luglio all’interno di un cortile di un palazzo, a Milano, contro persone «non identificate» dopo una «lite». Lite che, come ricostruito, si sarebbe verificata per un «regolamento di conti» nell’ambito di un giro di droga. Sarebbe stato un «agguato militare» contro persone legate «alla famiglia Flachi del quartiere di Bruzzano».
Poerio ha condanne definitive per rapina, armi, violenza privata e altri reati e nell’inchiesta “Doppia curva” è indagato perché ritenuto «vicino» a Ferdico. In un verbale del 9 settembre 2025 Ferdico ha raccontato al pm Storari «io volevo ammazzarlo», riferendosi a Beretta. E ha spiegato di aver ingaggiato “Pinna”, il quale avrebbe potuto farlo durante un permesso premio. «Fino al giorno prima che morisse Bellocco — ha messo a verbale Ferdico — io continuavo a proporre di ammazzare Beretta». Un piano condiviso da «me, Bellocco e D’Alessandro», quest’ultimo anche a processo per l’omicidio Boiocchi.
Anche il padre di Ferdico, anche lui in carcere, ha confermato la versione del figlio: dovevano drogare Beretta, addormentarlo e «poi ci avrebbe pensato questo Pinna».