La Serie A è prossima a una possibile svolta nella lunga causa contro Img per la gestione dei diritti televisivi internazionali del campionato, con un maxi-risarcimento in vista. Una vicenda che nasce nel 2019, quando l’Antitrust ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza – di fatto un cartello – che avrebbe inciso negativamente sul valore dei diritti venduti all’estero nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018. Da quell’accertamento è scaturita l’azione legale promossa da Lega Serie A e club, che in origine avevano quantificato il danno in circa 3 miliardi di euro.
Il contenzioso è arrivato a una fase decisiva. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, una perizia disposta dal Tribunale ha stimato il danno complessivo in 518 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbero interessi per circa 300 milioni. Su queste basi le parti sono impegnate da mesi in un confronto per trovare un accordo transattivo.
Il principio del risarcimento non è in discussione, quindi che Img debba pagare non è in dubbio, ma il tema centrale resta invece la questione dell’importo finale. Img, che avrebbe già accantonato risorse in un fondo rischi, non sarebbe disponibile a riconoscere l’intera somma indicata dalla perizia, ma valuterebbe una chiusura attorno ai 300 milioni.
All’interno della Serie A le posizioni restano divergenti. Una parte dei presidenti, guidata da Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, che fanno parte della commissione incaricata delle trattative insieme a Italia Zanzi del Verona e all’amministratore delegato Luigi De Siervo, spinge per ottenere il massimo possibile ed è disposta ad arrivare a sentenza. Un altro fronte, composto soprattutto dai club medio-piccoli ma anche da società come Roma, Bologna e Fiorentina, sarebbe invece favorevole ad abbassare le richieste pur di avere tempi certi di incasso.
La posta in gioco è rilevante: l’ammontare del risarcimento equivale a circa il 50% dei ricavi annuali da diritti tv della Serie A. Considerando che alcune società coinvolte all’epoca non esistono più, la distribuzione potrebbe tradursi in una cifra stimata tra i 20 e i 30 milioni per club. Per le società di vertice significherebbe finanziare un’intera campagna trasferimenti; per le altre, mettere in sicurezza i bilanci per più stagioni.
Anche il giudice ha invitato le parti a valutare seriamente un accordo, sottolineando come una sentenza potrebbe discostarsi dalla perizia, in aumento o in diminuzione, e come un eventuale iter di ricorsi allungherebbe ulteriormente i tempi. A ciò si aggiungono le difficoltà legate all’esecuzione del credito, considerato che la società coinvolta ha sede nel Delaware, una giurisdizione complessa da aggredire. In questo contesto, conclude Il Fatto Quotidiano, la Serie A si muove tra la tentazione di massimizzare l’incasso e l’esigenza di trasformare rapidamente l’attesa in liquidità certa.