La questione eredità di Valentino Garavani, l’iconico stilista scomparso all’età di 93 anni il 19 gennaio, è ora sotto la responsabilità di un avvocato olandese e un ingegnere italiano. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Corriere della Sera.
Il patrimonio di Valentino comprende residenze di lusso, yacht, finanziarie della Manica e innumerevoli oggetti d’arte. Ma soprattutto società dove l’ingegner Piero Villani (77 anni) e l’avvocato Ronald Feijen (70) hanno un ruolo chiave. Con il primo che detiene delle quote, piccole sì, ma significative.
Come già trapelato, molto probabilmente sarà un testamento firmato dallo stesso Valentino a definire per filo e per segno la successione. Lo stilista non aveva figli, ma una famiglia allargata a partire dallo storico braccio destro e compagno di vita Giancarlo Giammetti, l’ex modello americano Bruce Hoeksema e il brasiliano Carlos Souza con la moglie Charlene Shorto de Ganay e i figli Anthony e Sean. E poi il pronipote Oscar Garavani, ex modello e oggi designer.
Il valore complessivo del lascito non è facile da definire, visto che per lo più si tratta di beni personali e privati. Dopo la vendita della maison nel 1998 per circa 500 miliardi di lire non esiste un asset aziendale principale che sia misurabile da bilanci come invece era possibile fare per il collega Giorgio Armani. E comunque ciò che lascia Valentino è in assoluto di grande valore ma, per quel che si intuisce oggi, ben lontano da livelli miliardari di cui appunto si parlava con Armani.
In Corso Venezia a Milano c’è uno dei centri di gravità dell’impero economico di Valentino. Alla holding Liter, di cui l’ingeniere Villani ha una manciata di azioni, fanno capo due società. La prima, Madat, è proprietaria dell’immobile romano in via Erode Attico, all’incrocio con via Appia Pignatelli, dove Valentino ha celebrato i suoi 90 anni. La villa di oltre 30 stanze è immersa in un grande parco ed è a bilancio a 1,6 milioni, una frazione del suo reale valore di mercato. La FVG, altra società sotto il controllo della Liter, è nata di recente con lo scopo di gestire «l’accademia ispirata allo stilista Valentino Garavani», «gestire bookstore, sulla moda, l’arte, la vita di Valentino ovvero di altri artisti o stilisti», gestire «archivi di moda» di Valentino o altri artisti. In altre parole è il motore della Fondazione Valentino-Giammetti.
I costi, soprattutto della villa, sono enormi: l’anno scorso solo di mobili d’epoca sono stati spesi 81mila euro e in tre anni si sono accumulati 2 milioni di perdita che Valentino ha ripianato. Anche lo yacht è un lusso molto caro: il 46 metri TM Blue One, costruito nel 1988, pesa oltre 1 milione l’anno sui conti della Seaboats. Oggi vale 12,4 milioni, secondo una perizia del comandante Alberto Bertacca.
Il gioiello della corona di Valentino è il cinquecentesco Castello di Wideville vicino a Parigi. Passato di mano nei secoli da marchesi a conti e da duchi a baroni, nel 1981 fu acquistato dall’uomo d’affari Jack Setton, ex numero uno di Pioneer France. Poi nel gennaio 1995 la svolta con l’arrivo di Valentino che acquista il castello dalla società Belle France di Setton e dalla moglie Sylvia Laurin.
Altri interessi finanziari dell’imprenditore riconducono a Guernsey e alla V.G.Image che ha finanziato l’acquisto, attraverso Antennae srl, della villa da 74 vani in Toscana, a Cetona (SI). Valentino e Giammetti hanno mantenuto a lungo la residenza a Londra dove tuttora è attiva la finanziaria Li Ter Ltd. La gestisce Feijen ed è una delle rare aziende oggi in comune (con Giammetti in minoranza) tra i due partner storici della maison. Del tutto fuori dai radar sono alcune proprietà immobiliari e ovviamente i beni personali e le opere d’arte oltre agli investimenti finanziari.