Giornata di calo a Piazza Affari ieri per il titolo della Juventus, che ha chiuso la giornata perdendo l’8,41% a 2,48 euro per azione, dopo l’aumento di capitale da 97,8 milioni di euro concluso nella mattinata di ieri. La quotazione si è allineata al prezzo di emissione delle azioni fissato a 2,58 euro per azione all’esito del collocamento (sconto del 4,8% sul prezzo di chiusura di ieri), con il titolo che è ai minimi dallo scorso febbraio.
Il 12 febbraio scorso infatti chiuse a 2,34 euro per azione, salvo poi risalire nel corso dei mesi toccando anche quota 3,55 euro per azione a maggio, prima di un nuovo calo, con una capitalizzazione che è tornata sotto quota un miliardo di euro a circa 940 milioni.
Nel dettaglio, la società ha completato il collocamento riservato a investitori istituzionali tramite accelerated bookbuilding di 37.912.181 azioni ordinarie, pari a circa il 9,1% del capitale. Exor, azionista di controllo con il 65,4% del capitale, ha sottoscritto integralmente la propria quota, così come Tether (11,5%), mentre gli investitori istituzionali hanno assorbito circa 8,8 milioni di azioni.
Secondo gli analisti, i ripetuti interventi a supporto della Juventus contribuiscano da parte della proprietà, seppure in misura non determinante, all’ampio sconto con cui Exor continua a essere valutata rispetto al proprio Net Asset Value. Nonostante quanto versato negli ultimi anni rappresenti appena il 2% del NAV del gruppo, il mercato applica oggi un discount particolarmente elevato: lo sconto ha infatti raggiunto il 54%, con un valore teorico per azione superiore ai 150 euro. Una dinamica che evidenzia come le ricorrenti ricapitalizzazioni della controllata bianconera pesino sulla percezione complessiva del portafoglio Exor.