Marchetti (UEFA): «Buone probabilità per la finale di Champions a San Siro»

L’impianto milanese è in lizza per ospitare l’ultimo atto della competizione nel 2026 o nel 2027. Sarebbe la sesta finale nella storia.

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(Foto: FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

«La finale della nuova Champions League a Milano nel 2026 o 2027? Ci sono buone possibilità, del resto San Siro pur non essendo il più moderno degli stadi è una icona del calcio internazionale, riconosciuto da tutti gli sportivi, soprattutto dai tifosi di calcio».

Con queste parole il vice segretario della UEFA, l’italiano Giorgio Marchetti, è intervenuto ai microfoni de “La Politica nel Pallone”, storica trasmissione radiofonica della Rai condotta e curata da Emilio Mancuso e giunta alla sua ventunesima stagione. «La decisione definitiva dovrebbe arrivare a fine maggio, l’Italia è impegnata nel processo di candidatura. Vedremo come si concluderà», ha aggiunto Marchetti.

La candidatura dello stadio milanese risale al luglio del 2023, quando il Giuseppe Meazza e la Puskas Arena di Budapest si erano messe in lista per le finali di Champions League del 2026 e del 2027. Sulla carta, i due stadi dovrebbero equamente dividersi gli ultimi atti della competizione. Per l’impianto milanese si tratterebbe della quinta finale di Champions League/Coppa dei Campioni: la prima fu Inter-Benfica nel 1965. Queste le finali di Champions giocate a San Siro:

  • Inter-Benfica 1-0 1964/65
  • Feyenoord-Celtic 2-1 (dts) 1969/70
  • Bayern Monaco-Valencia 5-4 (dtr) 2000/01
  • Real Madrid-Atletico Madrid 5-3 (dtr) 2015/16

Sul tema dell’affollamento dei calendari, Marchetti ha spiegato che «non credo si possa parlare di caos di date, c’è un calendario internazionale creato circa 20 anni fa e perfezionato nel corso degli anni. Adesso abbiamo un sistema che riserva alcuni periodi alle nazionali e il resto del tempo ai club, con alcuni spazi infrasettimanali riservati alle competizioni europee».

«Nel corso di questi 20 anni le date riservate alle nazionali non sono aumentate, sono rimaste le stesse, anzi dal 2026 le finestre autunnali di settembre e ottobre verranno accorpate per limitare i viaggi dei giocatori. Certo oggi gli impegni sono tanti soprattutto per i club più esposti e i calciatori top, del resto non tutti i club e calciatori sono sottoposti allo stesso sforzo», ha aggiunto ancora Marchetti.

«Trovare un compromesso utile a tutti è una attività molto complicata e difficile, sicuramente lavoriamo in cooperazione e consultazione con tutti gli stakeholder, dai club alle leghe ai calciatori. Tutti vengono coinvolti in queste discussioni», ha concluso il vice segretario della Federcalcio europea.