Ogni punto della Juventus fin qui è costato 2,18 milioni di euro al club bianconero in termini di ingaggi (124 milioni di euro lordi l’anno) mentre per il Milan sono stati spesi 1,56 milioni di euro (risultato dato sempre dalla media punti fatti ingaggi corrisposti ai giocatori, pari a 99 milioni lordi a stagione). Quello che andrà in scena domenica sarà quindi soprattutto il derby degli investimenti super-valutati, almeno fino a questo momento, in attesa di capire se i due club rientreranno in una media più consona a blasone e investimenti o se a fine anno parleremo senza mezzi termini di sopravvalutati.
Juventus-Milan è sfida che da sempre è sinonimo di spettacolo e agonismo e che fino a tre anni fa – prima che i rossoneri finissero fuori dal giro scudetto prima e da quello per la Champions league poi – era anche la sfida di maggior pathos in chiave campionato.
Oggi invece analizzando il monte salari delle squadre le due squadre sono quelle che pagano mediamente di più in termini di salari corrisposti ai giocatori i punti che realizzano in campionato. E se questo è abbastanza normale quando poi si domina la classifica è invece decisamente ingiustificato quando i club finiscono per navigare in posizioni di rincalzo come sta succedendo a bianconeri e rossoneri in questo momento.
Sia chiaro: nessuna scoperta clamorosa, ma fa effetto sapere che la Fiorentina (530 mila euro a punto) al momento è prima spendendo meno di un quarto di quel che sta facendo la Juventus e poco più di un terzo rispetto al Milan mentre l’Inter con 1,11 milioni a punto sta perfettamente in media con il rapporto punti/ingaggi più generale.
Fa effetto come fa effetto sapere ad esempio che la Lazio (18 punti in classifica come la Juve) oggi sta spendendo 930 mila euro a punto, solo 20 mila euro in meno rispetto al Napoli che di punti ne ha fatti 7 in più ed è in piena corsa scudetto e Champions league.
Se la Juventus oggi fosse prima in classifica come era lecito aspettarsi alla vigilia il suo rapporto ingaggi punti sarebbe molto vicino a quello della Roma (per i giallorossi 1,37 milioni spesi per ciascuno dei 26 punti fatti): con 28 punti ad esempio la Juve scenderebbe del 33% a 1,4 milioni a punto.
Per il Milan l’obiettivo dichiarato è sempre stata la Champions, per la quale ad oggi servirebbero 5 punti in più che porterebbero la media a 1,2 milioni (poco più dell’Inter capolista).
Sfida da dentro o fuori, quindi, per Massimiliano Allegri e Sinisa Mihajlovic, chiamati a portare le loro squadre in una posizione e ad un livello di rendimento più consono alle spese dei rispettivi club, ma che alla fine otterranno quello che il valore reale dimostrato in campo dai loro giocatori permetterà di ottenere. Perchè il bello del calcio è proprio questo: non sempre le valutazioni estive trovano concreti riscontri alla prova del campo.