Un Ibra per mettere fine alle tensioni interne. È questa la strategia che il Milan punta a seguire, dopo le polemiche uscite dal campo da parte di Giroud e Leao nella sfida contro il Napoli al Maradona che hanno seguito altri episodi tra i rossoneri di Pioli.
Come riportato dal Corriere della Sera, così, il Milan anche per tornare ad inserire nel gruppo una figura dirigenziale di campo che riporti equilibrio e leadership sta pensando di accelerare per riportare Zlatan Ibrahimovic a Milanello. Il patron Gerry Cardinale, così come l’ad Furlani, non a caso lo stanno marcando stretto e anche il presidente Scaroni ha sottolineato nei giorni scorsi: «Per lui la porta è aperta».
Anche Pioli avrebbe dato il suo benestare al ritorno dello svedese come dirigente. Ora però, dopo i colloqui già avviati nelle scorse settimane, tocca a Ibrahimovic decidere: non ci dovrebbero essere problemi di ruolo né di stipendio, ma al momento lo svedese non avrebbe ancora deciso.
Anche considerando che, dopo 25 anni di calcio, Ibra si sta godendo la nuova vita post-pallone e libera da impegni quotidiani, se non quelli legati al suo ruolo di imprenditore. «Non voglio essere un simbolo del passato, se rientro è per fare la differenza», ha detto nelle scorse settimane. A cui sono seguite altre riflessioni, anche perché la sua volontà resta quella di avere un ruolo importante, non da attore non protagonista.