L’Australia non si candida: Arabia Saudita unica in corsa per i Mondiali 2034

Entro il 30 novembre le federazioni, asiatiche o oceaniche, interessate devono presentare una candidatura ufficiale alla FIFA, nonostante manchino ben 11 anni al torneo iridato.

Mondiali Arabia Saudita estate
(Photo by Marcelo Endelli/Getty Images)

Il Mondiale 2034 si dirige sempre con più forza verso l’Arabia Saudita. Infatti, nonostante le iniziali intenzioni, l’Australia non dovrebbe consegnare la propria candidatura ufficiale alla FIFA. A riferirlo è l’inglese Sky News.

Per il regolamento imposto dalla FIFA, nonostante manchino 11 anni all’evento iridato, le federazioni interessate a ospitare il Mondiale hanno a disposizione solamente un mese per mettere appunto una candidatura che rispetti il protocollo, da presentare entro il 31 ottobre 2023. Inoltre, questa, può venire solamente da federazioni appartenenti ad Asia o Oceania, visto che tutti gli altri continenti ospiteranno le due edizioni precedenti. Nel 2026 l’America del Nord (USA, Messico e Canada) e nel 2030 sarà il turno di Sud America, Europa e Africa (Uruguay, Paraguay, Argentina, Spagna, Portogallo e Marocco).

Mondiale 2034 candidature – Resta solo l’Arabia Saudita

Ed ecco che la strada è totalmente in discesa per l’Arabia Saudita che si vede così senza reali candidature avversarie all’orizzonte, mentre la sua è arrivata a strettissimo giro di posta rispetto all’annuncio della FIFA di assegnare l’edizione del 2030 a Spagna, Portogallo e Marocco, con tre partite inaugurali in Uruguay, Paraguay e Argentina. Per lo stesso anno la stessa l’Arabia Saudita aveva presentata la propria candidatura, poi ritirata, che prevedeva la collaborazione del paese saudita con Grecia ed Egitto.

Le decisioni e le tempistiche scelte hanno fatto scattare diverse illazioni sul fatto che la FIFA abbia fatto di tutto per favorire l’assegnazione del Mondiale 2034 all’Arabia Saudita, tagliando fuori tutte le altre federazioni asiatiche o oceaniche che, con più tempo a disposizione, avrebbero potuto strutturare al meglio la propria candidatura. Basti pensare che Australia e Nuova Zelanda hanno da pochissimo ospitato il Mondiale femminile, definito, dal presidente Gianni Infantino come l’edizione più bella di sempre.

Dopo Qatar 2022, l’assegnazione, che sembra ormai certa, all’Arabia Saudita dell’edizione 2034 scatenerà le proteste delle associazioni per i diritti umani, visto che alcuni dei diritti umani considerati fondamentali dalle popolazioni occidentali non sono riconosciuti, al momento, nel Regno saudita. Le autorità del paese del Golfo hanno già assicurato il loro massimo impegno per garantire una Coppa del Mondo inclusiva per tutte le culture delle 48 nazionali partecipanti, e non solo.