FIGC nel mirino della politica, Fratelli di Italia: «Valutare il commissariamento»

Dopo la richiesta di dimissioni della Lega di Matteo Salvini nei confronti di Gabriele Gravina, ora il partito della premier Giorgia Meloni chiede un intervento del CONI.

Lubrano sentenza FIGC Consiglio di Stato
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Il ciclone calcio scommesse ha scatenato il dibattito politico sulla gestione degli ultimi anni della FIGC, con particolare riferimento alla presidenza di Gabriele Gravina. Dopo il comunicato della Lega di Matteo Salvini che chiedeva le dimissioni del numero uno del calcio italiano, con conseguenti risposte della minoranza che rivendica l’autonomia dello sport nei confronti del governo, è arrivato un altro duro attacco, questa volta dal partito della premier Giorgia Meloni, Fratelli di Italia.

«Il calcio italiano ha necessariamente bisogno di un’opera autoriformatrice e il fenomeno delle scommesse rappresenta solo la punta di iceberg di un sistema contraddistinto da tempo da negatività ed episodi che ne dimostrano l’inefficienza – ha dichiarato Paolo Marcheschi, responsabile Sport per FdI -. Abbiamo più volte sollevato questa problematica e crediamo che la soluzione a tutto ciò non sia rappresentata dalla richiesta di dimissioni di Gravina, che attengono all’autonomia del sistema calcistico, quanto piuttosto dal verificare se vi siano le condizioni di un commissariamento della FIGC da parte del CONI».

Se la strada del commissariamento non sarebbe percorribile «serve comunque un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, a cominciare dalle società che devono realmente investire sui vivai per garantire che nel nostro calcio vi siano più giocatori italiani in Serie A: non si tratta di un mero slogan ma di una necessità impellente», ha concluso Marcheschi.