«Mi sento defraudato». Non usa mezzi termini Walter Sabatini commentando l’inchiesta Prisma che vede nell’occhio del ciclone la Juventus in relazione ai bilanci 2018/19, 2019/20 e 202/21 sia per quanto riguarda le cosiddette “manovre stipendi” sia per quanto concerne le “operazioni incrociate”.
«Mentre la Juve faceva quello che le viene contestato – racconta Sabatini in un’intervista a Il Corriere dello Sport – io perdevo un campionato a Roma con 87 punti». L’ex dirigente dei giallorossi si riferisce alla stagione 2016/17 quando la squadra capitolina, guidata da Luciano Spalletti, terminò al secondo posto in Serie A proprio dietro i bianconeri, primi con quattro lunghezze di vantaggio. Inutile quindi il record di punti nella storia della Roma.
Nonostante l’inchiesta non coinvolga quella specifica stagione, Sabatini si sente danneggiato di uno Scudetto, che per quest’anno vede favorito il Napoli del suo amico Spalletti: «Gioca un calcio erotico, sensuale, vicino all’erotismo. Gioca per il piacere di farlo. Kvaratskhelia è come la Locomotiva di Guccini, un giovane puledro che appena liberato dal freno morde la rotaia con muscoli d’acciaio». Quindi nessun dubbio sullo scontro diretto del 4 gennaio in casa dell’Inter: «Spalletti tutta la vita. Per il Napoli ho una simpatia particolare per l’amicizia profonda che mi lega al suo allenatore».
Ma attenzione a considerare il Napoli l’unica pretendente al tricolore: «La Juve, che imprevedibilmente, e sottolineo imprevedibilmente, potrebbe rientrare. Ha ritrovato la coesione di una squadra, ha recuperato giocatori importanti. Prima sembrava un’armata brancaleone, ora darà filo da torcere a quelle che lotteranno per lo scudetto, che sono Napoli, Milan e Inter».
Sabatini al momento non ha nessun impiego, dopo aver lasciato la Salernitana lo scorso giugno a pochi mesi dal suo approdo. «Ho sentito via messaggio il presidente Iervolino qualche mese fa. L’ho menzionato nel mio libro, scritto in 14 giorni, citando l’impresa centrata con la salvezza della Salernitana. Ha salvato la società per due volte, quando l’ha comprata il 31 dicembre di un anno fa e poi sul campo, mettendomi a disposizione le risorse per rinforzarla».
Sul suo addio: «Ho sbagliato, con il presidente ho avuto torto. C’è stata una telefonata turbolenta, nella quale si parlava della richiesta di commissioni da parte di un gruppo di agenti per Lassana Coulibaly. Ho difeso questa richiesta, ma ho sbagliato sia nella forma che nella sostanza. Ho fatto un errore dialettico, sono stato arrogante. E per l’arroganza ho distrutto una cosa bellissima. Lui ha agito da presidente e io ho perso la luce di Salerno. Mi scuso anche con tutti i tifosi per quello che è successo».