Dal 24 aprile, giorno in cui sono state ufficializzate le sue dimissioni da presidente, Matteo Manfredi non ha più rilasciato dichiarazioni sulla Sampdoria. Il suo silenzio non sarebbe dovuto soltanto a una scelta personale: come riferisce il Secolo XIX, l’ex numero uno blucerchiato sarebbe infatti vincolato da una clausola degli accordi firmati con Joseph Tey al momento della separazione, che gli vieterebbe di parlare del club.
L’investitore singaporiano, primo azionista del club ligure, avrebbe richiesto l’uscita definitiva di Manfredi dalla vita societaria, escludendo qualsiasi possibilità che il suo nome possa essere ancora collegato alla Sampdoria. Sempre secondo il quotidiano genovese, un’altra disposizione contrattuale gli impedirebbe persino di recarsi allo stadio Ferraris nei giorni in cui si disputano le partite.
Un particolare apparentemente secondario riguarda invece Gestio Capital, la società londinese di Manfredi: sul suo sito web, il logo della Sampdoria è ancora presente nella pagina riservata alle «curated partnership».
Il rispetto degli accordi da parte di Tey sembra invece seguire un percorso meno lineare. Stando a quanto riferisce il quotidiano, una delle clausole prevedeva che entro il 1° luglio venisse nominato un advisor incaricato di avviare la vendita del club, ma questo passaggio non risulta ancora essere stato concretizzato.
Il «change of control» del 24 aprile, ossia il trasferimento a Tey di tutte le quote che Manfredi deteneva nella lussemburghese Gestio Capital Structuring & Investment, società capogruppo della Sampdoria, sarebbe stato comunicato a FIGC, Lega Calcio e alle banche creditrici (Sace, Sistema, Macquarie, Bper e Credito Sportivo), presumibilmente attraverso la presentazione della relativa documentazione, oltre alle autocertificazioni.
A livello pubblico, tuttavia, la società non ha diffuso aggiornamenti significativi. L’unica modifica visibile risale al 16 agosto, quando è stato aggiornato il codice Nace, il sistema standard dell’Ue per la classificazione delle attività economiche, con l’introduzione del codice 64.211: holding che detiene partecipazioni di maggioranza in una o più società controllate. Tra queste rientra Blucerchiati Spa, che controlla la Sampdoria.
In questo momento societario delicato per il club doriano, tornano regolarmente a circolare anche le indiscrezioni sulla trattativa di Alessandro Barnaba e sugli avvenimenti di maggio e giugno 2023. Da quel periodo, Barnaba ha parlato raramente della Sampdoria e non lo ha mai fatto con toni polemici. Nella mail con cui il consiglio di amministrazione dell’epoca – composto da Lanna, Romei, Panconi e Bosco – gli spiegava perché la sua offerta non soddisfacesse i requisiti richiesti, il 27 maggio 2023 rispose che la cosa più importante era salvare la società, aggiungendo di essere contento che fosse stata individuata una soluzione a condizioni persino più favorevoli rispetto a quelle da lui proposte.