La storica sede del Partito Comunista Italiano di via delle Botteghe Oscure, a Roma, è stata trasformata in un hotel di lusso. L’edificio al civico 4, che per circa 45 anni ha ospitato i vertici del PCI ed è stato uno dei luoghi simbolo della politica italiana del Novecento, si prepara a una nuova destinazione d’uso dopo un lungo intervento di riqualificazione.
Come racconta Il Foglio, che ha visitato il palazzo durante le ultime fasi del cantiere, l’immobile diventerà un albergo del marchio Thompson, appartenente al gruppo internazionale Hyatt. Il progetto prevede una struttura di sei piani, con una superficie complessiva di circa 8mila metri quadrati, destinata a ospitare una clientela internazionale di fascia alta.
Secondo il programma dei lavori riportato dal quotidiano, la struttura dovrebbe entrare nella fase di collaudo a metà ottobre, mentre l’apertura al pubblico è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Dalla sede del PCI all’hotel: come cambia il palazzo di Botteghe Oscure
Il nuovo albergo disporrà di 70 camere, suddivise tra sistemazioni standard, junior suite e suite panoramiche. L’offerta comprenderà inoltre un ristorante, un cocktail bar e una terrazza con vista sul centro storico di Roma, in una posizione particolarmente strategica per il turismo, a poca distanza da Piazza Venezia, dal Campidoglio e da Largo Argentina.
La trasformazione ha comportato una profonda revisione degli spazi interni. Gli uffici che un tempo ospitavano i dirigenti comunisti sono stati riconvertiti in camere e ambienti destinati all’ospitalità, mentre alcune delle sale utilizzate per le attività politiche e organizzative sono state eliminate.
Tra gli spazi interessati figura anche il secondo piano, storicamente riservato ai segretari del partito, tra cui Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer. Il balcone dal quale quest’ultimo si affacciò per celebrare il risultato elettorale del PCI nel 1975 è oggi accessibile attraverso una delle camere dell’albergo, la numero 207.
Non tutti gli elementi originari sono stati però modificati. Grazie ai vincoli di tutela sull’edificio, è stato conservato l’ingresso monumentale, dove si trovano ancora la scultura Parete di misure di Giò Pomodoro, simboli storici del movimento comunista e un busto di Antonio Gramsci.
Da quartier generale politico ad albergo di lusso
Il palazzo di via delle Botteghe Oscure era stato scelto nel 1946 da Palmiro Togliatti come sede nazionale del PCI. Acquistato e completato dai fratelli Alfio e Alvaro Marchini, imprenditori vicini al partito, divenne uno dei principali centri decisionali della politica italiana, arrivando a ospitare circa 500 persone tra funzionari e dirigenti.
Con la fine del PCI e le successive trasformazioni politiche, l’edificio perse progressivamente la propria funzione originaria. Nel 2000 i Democratici di Sinistra decisero di abbandonarlo, anche a causa degli elevati costi di gestione. In seguito, il palazzo ospitò altre attività, tra cui gli uffici dell’Associazione Bancaria Italiana, prima di essere destinato al nuovo progetto alberghiero.
L’immobile è passato alla Tosinvest, società riconducibile alla famiglia Angelucci, mentre l’iniziativa alberghiera vede il coinvolgimento di AG Group e Gruppo Rossfin, con il marchio Thompson di Hyatt. Tra le testimonianze raccolte dal Foglio figura quella di Walter Veltroni, ex segretario dei Democratici di Sinistra, che ha raccontato di aver visitato l’edificio durante i lavori, trovando profondamente cambiati gli ambienti nei quali aveva trascorso gran parte della propria attività politica.
L’intervento segna così il completamento di un percorso di trasformazione avviato oltre venticinque anni fa: da sede di uno dei maggiori partiti italiani a struttura ricettiva a cinque stelle, destinata al mercato turistico internazionale.