La protesta dei tifosi della Lazio contro la gestione di Claudio Lotito comincia a lasciare un segno visibile anche sui conti del club. A mostrarlo sono i dati contenuti nella relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2026, consultata da Calcio e Finanza: mentre i ricavi legati agli abbonamenti sono rimasti sostanzialmente stabili, gli incassi relativi alle singole gare casalinghe si sono praticamente dimezzati rispetto alla stagione precedente.
Nel complesso, nella stagione 2025/26 i ricavi da gare della Lazio si sono attestati a 18,4 milioni di euro, contro i 23,3 milioni del 2024/25. Il calo è stato quindi pari a circa 4,9 milioni di euro, il 21,2% rispetto all’esercizio precedente. La composizione del dato, tuttavia, racconta in maniera ancora più evidente quanto accaduto all’Olimpico. I ricavi da gare in casa, voce distinta dagli abbonamenti, sono passati da 14,3 milioni a 7,9 milioni di euro, con una contrazione di 6,4 milioni e del 45%. Di fatto, gli incassi legati alla vendita dei biglietti si sono quasi dimezzati.
Lazio, gli abbonamenti tengono: il crollo è al botteghino
La dinamica è molto diversa sul fronte degli abbonamenti. Questi ultimi hanno generato 8,5 milioni di euro, contro gli 8,6 milioni dell’esercizio precedente: appena 168mila euro in meno, pari all’1,9%. Una differenza che si spiega anche con le tempistiche della contestazione. La campagna abbonamenti per il 2025/26 aveva infatti portato a 29.918 tessere, con Curva Nord e Distinti Nord esauriti, prima che la protesta assumesse la forma del boicottaggio dell’Olimpico.
La svolta è arrivata nel corso della stagione. Lazio-Genoa del 30 gennaio 2026 è stata la prima gara casalinga disertata in massa come forma di protesta contro la gestione societaria di Claudio Lotito. Da quel momento gli spalti sono rimasti largamente vuoti in numerose occasioni fino alla conclusione dell’annata, con la contestazione arrivata a coinvolgere anche il derby. Nel dettaglio, sono state complessivamente otto le partite disputate con un Olimpico sostanzialmente vuoto, sette delle quali in campionato.
Il risultato è quindi particolarmente evidente nel confronto tra le due voci: è evidente che chi aveva acquistato l’abbonamento a inizio stagione aveva già versato il proprio contributo nelle casse del club, mentre il venir meno del pubblico nelle singole partite ha colpito direttamente il botteghino.
Pesa anche l’assenza dall’Europa
Il calo non può tuttavia essere attribuito integralmente alla protesta, anche se la contestazione ha pesato in maniera evidente. La stessa Lazio, nel fascicolo di bilancio ha sottolineato che la riduzione è legata anche ai minori incassi da biglietteria dovuti alla mancata partecipazione all’Europa League, competizione che nel 2024/25 aveva garantito un maggior numero di partite casalinghe.
La cifra aggregata non consente di separare con precisione l’effetto economico della mancata partecipazione alla coppa europea da quello della protesta dei tifosi. Il dato sugli incassi domestici, tuttavia, mostra una contrazione molto più marcata rispetto a quello degli abbonamenti proprio nell’annata in cui, dalla fine di gennaio, una parte consistente del pubblico ha scelto di non entrare più allo stadio.
A compensare parzialmente il calo sono stati invece gli introiti derivanti dalle gare disputate fuori casa, saliti da 397mila a 2,1 milioni di euro. Su questo fronte ha inciso il percorso in Coppa Italia, con la Lazio arrivata fino alla finale: il club segnala infatti maggiori incassi nella competizione sia per le partite casalinghe sia per quelle disputate in trasferta.
Il risultato finale resta però negativo: 18,4 milioni di ricavi da gare contro 23,3 milioni dell’anno precedente. E il vero impatto della frattura con la tifoseria potrebbe emergere ancora più nettamente nel 2026/27, considerando che la protesta si è trasferita anche sulla nuova campagna abbonamenti e che fino a questo momento la Lazio ha fatto registrare una media di circa 14mila spettatori a partita.