Il nodo è semplice: due società sottoposte alla stessa influenza decisiva non possono partecipare contemporaneamente alla medesima competizione UEFA. Un problema che aveva rischiato di materializzarsi già nella passata stagione, quando per un periodo Roma ed Everton erano entrambe in corsa per la qualificazione all’Europa League.
Alla fine la situazione si era risolta da sola: la Roma aveva conquistato un posto in Champions League, mentre l’Everton aveva perso terreno in Premier League, chiudendo al tredicesimo posto e restando fuori dalle competizioni europee. Il rischio, tuttavia, potrebbe ripresentarsi negli anni successivi.
Roma ed Everton nella stessa coppa: cosa potrebbe succedere
Qualora Roma ed Everton dovessero qualificarsi alla stessa competizione europea, l’attuale struttura proprietaria potrebbe creare un problema regolamentare. Nella scorsa stagione, per esempio, se entrambe avessero conquistato un posto in Europa League, una delle due avrebbe rischiato di essere spostata nella competizione inferiore in base ai criteri previsti dalla UEFA.
Ancora più significativo sarebbe lo scenario di una contemporanea qualificazione in Champions League, che potrebbe comportare per uno dei due club la perdita di decine di milioni di euro tra premi UEFA, ricavi da stadio e altri introiti collegati alla partecipazione alla massima competizione europea.
In precedenza il Friedkin Group aveva fatto sapere di avere studiato una “soluzione strutturale” in grado di superare il test UEFA sull’influenza decisiva esercitata dalla proprietà. Il gruppo non aveva però scelto di utilizzare entro la scadenza prevista il meccanismo del blind trust, strada già percorsa da altre multiproprietà. È il caso, per esempio, delle soluzioni adottate in passato per realtà riconducibili al City Football Group o a Ineos, quando due club della stessa galassia proprietaria si erano qualificati alle competizioni UEFA.
L’ipotesi del blind trust
Una delle strade a disposizione dei Friedkin sarebbe proprio quella di collocare Roma o Everton all’interno di un blind trust, affidando temporaneamente la gestione a soggetti indipendenti. Secondo il Times, qualora il gruppo decidesse di imboccare questa strada, il candidato più probabile sarebbe l’Everton, considerando il rapporto più consolidato della famiglia Friedkin con la Roma, acquistata nel 2020.
Una soluzione di questo tipo comporterebbe tuttavia alcune conseguenze. Il club affidato al trust non potrebbe essere gestito quotidianamente dal gruppo e dovrebbe essere separato anche sotto il profilo delle informazioni e delle risorse condivise. Un tema particolarmente rilevante considerando che il Friedkin Group ha creato circa 18 mesi fa Pursuit Sports, struttura pensata proprio per coordinare le attività sportive del gruppo e condividere dati, competenze ed esperienza tra le diverse società. Oltre a Roma ed Everton, nel calcio la galassia Friedkin comprende anche il Cannes.
L’intreccio con il futuro dell’Everton
La questione della multiproprietà si intreccia inoltre con gli interrogativi sul futuro dell’investimento dei Friedkin nell’Everton. Secondo il quotidiano britannico, il rapporto della proprietà con il club inglese sarebbe meno stretto rispetto a quello costruito con la Roma. Dan Friedkin non avrebbe mai assistito a una partita a Goodison Park e non sarebbe ancora stato nel nuovo Hill Dickinson Stadium, mentre Ryan Friedkin, vicepresidente della Roma, avrebbe visitato il nuovo impianto dell’Everton una sola volta, in occasione dell’amichevole precampionato contro proprio i giallorossi.