La maggioranza di Italdesign Giugiaro passa ufficialmente alla società statunitense Ust, specializzata in intelligenza artificiale, tecnologia e ingegneria digitale. Volkswagen mantiene una quota del 40% tramite Automobile Lamborghini, e rimane partner sui progetti in corso.
«Le radici non si spostano. Questa non è una cessione, ma un’alleanza strategica di lungo periodo. Nessun progetto si fermerà» ha spiegato l’amministratore delegato di Italdesign Antonio Casu. La sede resta infatti a Moncalieri, alle porte di Torino, e non cambierà il team dirigenziale.
Italdesign, storica azienda di design automobilistico, è stata fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e ceduta nel 2010 a Volkswagen, attraverso Lamborghini/Audi. Tra i suoi progetti più iconici la Volkswagen Golf, la Fiat Panda, la Fiat Uno e la DeLorean Dmc-12.
Oggi ha 1.300 dipendenti di 21 nazionalità, dieci sedi nel mondo e si muove in cinque aree di attività: automotive, le serie ultra limitate, l’aerospace, la robotica e l’industrial design.
«Questa operazione non è la cessione di un’eccellenza italiana a un soggetto estero, ma un’alleanza industriale strategica, di lungo periodo. Diamo alle nostre consolidate competenze i mezzi per crescere. Italdesign resta italiana nell’identità, nella guida, nelle persone e nelle operazioni – ha sottolineato Casu. – É l’inizio di una nuova fase orientata alla crescita con piena continuità delle nostre attività e della nostra identità. Cambiano proprietà e governance, ma il modo in cui lavoriamo resta il punto di partenza. Sedi, management, persone, progetti in corso: tutto confermato».
Quanto alla quota di Audi, Casu ha detto che i termini economici dell’operazione non sono pubblici, ma «la governance è definita con chiarezza: Italdesign ha un’unica struttura di management, non ci sono due proprietà, non c’è ambiguità su chi decide. Audi resta un cliente importante e partner sui programmi in corso che proseguono senza discontinuità. Che resti nel capitale conferma che quella intrapresa è la direzione giusta. Ust porta un contributo dirimente aggiungendo software, Ia applicata e scala globale. Senza l’hardware non c’è veicolo».
«Ust ha una portata mondiale. Siamo presenti negli Stati Uniti, in Giappone, in India, nei principali mercati. Lavoriamo con molti grandi costruttori di auto e di camion. Le competenze di Italdesign possono essere portate in tutto il mondo non solo nell’automotive, ma in tanti settori con tecnologia e design. Formeremo le persone di Italdesign nell’intelligenza artificiale», ha affermato Krishna Sudheendra, ceo di Ust che ha un fatturato oltre i 2 miliardi di dollari.
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