Il futuro societario del Siviglia sembra non dover trovare una soluzione. Gli azionisti del club andaluso hanno respinto un’offerta di acquisizione da 420 milioni di euro presentata da Riverside Management Group (RMG), società statunitense quotata in borsa.
A riportarlo è El Confidencial, secondo cui le famiglie Carrión, Castro, Del Nido, Alés e Guijarro, che controllano complessivamente l’85% del club, avrebbero chiesto agli americani l’inserimento di una clausola «anti-Ramos» prima di dare il via libera alla trattativa.
Secondo la testata spagnola, la valutazione complessiva di 420 milioni di euro comprendeva il debito del club, mentre la cifra scendeva a 337 milioni senza considerare le passività. Il prezzo per azione si sarebbe attestato a 3,129 euro, un importo vicino a quello proposto a maggio dall’ex difensore Sergio Ramos, quando il Siviglia sembrava a un passo dal passaggio di proprietà al consorzio di investitori guidato dal calciatore.
Il motivo principale del rifiuto dei proprietari andalusi andrebbe ricercato in una penale di 5 milioni di euro, imposta da Alberto Perez-Solano, segretario generale del club, e da Gonzalo Avila, consulente di Goldman Sachs, nel caso in cui l’accordo non fosse arrivato a conclusione. RMG avrebbe considerato la propria proposta abbastanza solida sul piano finanziario da accettare comunque tale penale: proprio questo braccio di ferro avrebbe fatto naufragare le trattative.
La società americana si era inoltre impegnata a concedere al Siviglia un prestito, il cui importo non è stato reso noto, destinato a finanziare gli acquisti desiderati durante la finestra di mercato estiva.
Riorganizzazione del personale per tagliare i costi
Parallelamente alla trattativa per la cessione del club, il Siviglia ha avviato un processo di riorganizzazione interna del personale, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i costi durante questa delicata fase di vendita. El Confidencial segnala infatti il licenziamento di parte dello staff, una mossa pensata per abbattere il costo del lavoro e contribuire al risanamento dei conti, appesantiti dalle perdite accumulate nelle ultime stagioni.
Solo pochi giorni fa era emerso che il club aveva incaricato Goldman Sachs di trovare un acquirente per l’85% delle quote societarie, per un valore complessivo stimato attorno ai 450 milioni di euro. Fino a quel momento la trattativa era stata seguita da JB Capital Markets.
Conti ancora in rosso
La situazione finanziaria resta precaria. La stagione 2024-2025 si è chiusa con una perdita di 54,06 milioni di euro, secondo i bilanci visionati da Palco23: un dato che è in calo del 33,3% rispetto all’esercizio precedente, quando le perdite avevano toccato gli 81,7 milioni, ma che rimane comunque importante.
Un miglioramento arrivato nonostante un forte calo dei ricavi, scesi di quasi il 34%, da 174,97 milioni di euro nel 2023-2024 a 115,18 milioni nel 2024-2025 come ricavi netti. A questa cifra si sono aggiunti 5,69 milioni provenienti dalla cessione di giocatori e 4,27 milioni da altre voci di ricavo.
Resta infine aperto anche il fronte legato allo stadio: il club è alla ricerca di un acquirente per il Sánchez Pizjuán, ulteriore tassello di un piano complessivo che punta a rimettere in ordine i conti del Siviglia in vista del cambio di proprietà.