Reale Group completa l'acquisizione del 78% di Lifenet da Exor: affare da 600 milioni

L’operazione rappresenta l’uscita definitiva di John Elkann anche dalla sanità privata italiana, uno degli ultimi asset tricolore nella galassia Exor dopo le cessioni di Iveco, Comau e del gruppo editoriale Gedi.

Cessione Gedi Antenna
John Elkann e il team manageriale di Exor (foto ufficio stampa Exor)

Reale Group ha perfezionato l’acquisizione del 78% del capitale sociale di Lifenet SpA, fra i principali gruppi italiani attivi nel settore della sanità e dell’erogazione di servizi di diagnosi e cura. Il closing, che segue l’accordo dello scorso febbraio, perfeziona l’acquisto dell’intera partecipazione detenuta da Exor (la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla anche la Juventus) e di una sola parte minoritaria di quella detenuta da Invin S.r.l., holding della famiglia Bedin.

«Con il closing prende avvio la fase operativa di un progetto che rappresenta un passaggio importante nell’evoluzione di Reale Group – commenta il General Manager di Reale Group, Luca Filippone –. L’integrazione con Lifenet ci consente di dare concretezza a una visione che mette in relazione prevenzione, protezione e cura all’interno di un unico ecosistema salute, attraverso una logica di collaborazione tra assicurazione, sanità e comunità».

Fondato nel 2018, il Gruppo Lifenet è presente in cinque regioni italiane con una piattaforma che comprende 16 centri ambulatoriali e diagnostici, sei ospedali e quattro cliniche oculistiche. Nel 2026 prevede di generare un fatturato di oltre 450 milioni di euro con 1.102 posti letto e più di 5.000 collaboratori. Il fondatore e Amministratore Delegato Nicola Bedin mantiene, attraverso Invin Srl, una quota di circa il 21% del capitale e resta alla guida del gruppo, con il management team integralmente confermato, garantendo così continuità strategica e manageriale.

L’operazione – valutata intorno ai 600 milioni di euro – rappresenta una tappa strategica nel piano di sviluppo di Reale Group e segna un’evoluzione del modello di business e, inoltre, rappresenta l’uscita definitiva di John Elkann anche dalla sanità privata italiana, uno degli ultimi asset tricolore nella galassia Exor dopo le cessioni di Iveco, Comau e del gruppo editoriale Gedi.

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