Gli USA ci prendono gusto: trattative con la FIFA per ospitare il Mondiale per Club 2029

Dopo l’edizione del 2025 e i Mondiali del 2026, gli Stati Uniti puntano alla seconda edizione del nuovo torneo fortemente voluto da Gianni Infantino.

Sede Mondiale per Club 2029
(Foto: Alex Grimm/Getty Images)

Gli Stati Uniti guardano già oltre il Mondiale 2026. Dopo il successo commerciale e sportivo della Coppa del Mondo, gli USA avrebbero manifestato interesse a ospitare anche il Mondiale per Club 2029, competizione che la FIFA punta a rendere sempre più centrale nel proprio calendario internazionale. La prima edizione del torneo si giocò proprio nel Paese la scorsa estate.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, la FIFA avrebbe già avuto colloqui con funzionari statunitensi sui piani per l’edizione 2029 del torneo. Al momento, però, gli Stati Uniti non si sarebbero ancora impegnati formalmente in una candidatura, anche perché non sono stati definiti i dettagli del processo di selezione della sede.

Non è chiaro se nelle discussioni siano stati coinvolti direttamente la Casa Bianca o la task force per il Mondiale guidata da Andrew Giuliani. Proprio Giuliani ha però sottolineato il momento di grande crescita del calcio negli Stati Uniti: «Il calcio non è più una storia americana del futuro. Sta accadendo adesso. C’è semplicemente una domanda enorme per venire negli Stati Uniti a guardare il Mondiale».

Per la FIFA, l’ipotesi statunitense sarebbe particolarmente interessante. Il Mondiale 2026 ha già fatto registrare risultati commerciali molto rilevanti: 6,5 milioni di biglietti venduti e ricavi attesi oltre l’obiettivo di 11 miliardi di dollari. Numeri che confermano l’attrattiva del mercato nordamericano e che potrebbero spingere l’organizzazione guidata da Gianni Infantino a puntare ancora sugli Stati Uniti per un altro grande evento.

Gli USA hanno già ospitato anche il Mondiale per Club allargato del 2025, assegnato senza un processo di candidatura e con decisione unanime del Consiglio FIFA nel giugno 2023. Ora il Paese potrebbe candidarsi per una nuova edizione, in un contesto in cui il torneo potrebbe essere ulteriormente ampliato. Uno dei temi sul tavolo è infatti il possibile passaggio del Mondiale per Club a 48 squadre nel 2029, ipotesi sostenuta dai principali club europei. Un allargamento di questo tipo richiederebbe infrastrutture, stadi, logistica e capacità organizzative di altissimo livello: elementi che potrebbero rafforzare una candidatura statunitense.

La partita, però, resta aperta. Fino a oggi si riteneva probabile che l’edizione 2029 potesse essere assegnata a due Paesi organizzatori del Mondiale 2030, con Spagna e Marocco indicati come candidati naturali. Ma l’interesse non manca anche da altre aree: la Confederazione brasiliana ha dichiarato di voler ospitare il torneo, mentre è stato segnalato anche un interesse del Qatar.

Il rapporto tra FIFA e Stati Uniti resta comunque molto stretto. Il Paese nordamericano è protagonista della strategia di espansione del calcio mondiale e ospiterà, insieme a Messico, Costa Rica e Giamaica, anche il Mondiale femminile 2031, la cui candidatura congiunta senza opposizione dovrebbe essere ratificata dalla FIFA.

Sul piano economico, un nuovo torneo negli Stati Uniti rappresenterebbe probabilmente l’opzione più redditizia per la FIFA. L’organizzazione ha già sperimentato con successo, almeno sul piano dei ricavi, una politica aggressiva sui prezzi dei biglietti, con la maggior parte delle gare del Mondiale andate esaurite. Anche al Mondiale per Club precedente era stato testato il discusso modello di prezzi dinamici, che aveva contribuito a generare 411 milioni di dollari tra biglietteria e hospitality nonostante una domanda non sempre costante.

La decisione sulla sede del Mondiale per Club 2029 non è ancora stata annunciata. La FIFA non ha definito tempi e modalità del processo, ma una scelta è attesa il prossimo anno, probabilmente dopo le elezioni presidenziali che la FIFA terrà nel mese di aprile.

Gli Stati Uniti, intanto, restano alla finestra. Dopo aver trasformato il Mondiale in un grande evento commerciale, il Paese punta a consolidare il proprio ruolo nel calcio globale. E per la FIFA, sempre più interessata a massimizzare i ricavi dei propri tornei, l’idea di tornare in Nord America potrebbe essere difficile da ignorare.